Lo studio prepara e trasmette online la dichiarazione dei redditi 2026, relativa all'anno d'imposta 2025: modello 730 per dipendenti e pensionati, modello Redditi per titolari di partita IVA, soci di società di persone e chi ha redditi che non rientrano nel 730, modelli per le società. Controlliamo la precompilata, recuperiamo le detrazioni dimenticate, calcoliamo imposte e acconti e prepariamo gli F24. Ti basta caricare i documenti nell'area riservata.
Il modello 730 è pensato per lavoratori dipendenti e pensionati, anche con alcuni altri redditi come affitti o redditi di capitale, e consente il conguaglio in busta paga o sulla pensione, oppure il rimborso diretto dall'Agenzia delle Entrate se manca il sostituto d'imposta. Il modello Redditi Persone Fisiche è obbligatorio per chi ha partita IVA, per i soci di società di persone, per chi ha redditi d'impresa o di lavoro autonomo e in altri casi particolari. Le società di persone presentano il modello Redditi SP, le società di capitali il modello Redditi SC, gli enti non commerciali il modello ENC.
Il modello 730 si presenta entro il 30 settembre 2026. Il modello Redditi si presenta entro il 31 ottobre, che nel 2026 cade di sabato, con slittamento al primo giorno lavorativo successivo. Il saldo delle imposte dell'anno 2025 e il primo acconto 2026 si versano entro il 30 giugno, oppure entro il 30 luglio con una maggiorazione dello 0,40%; il secondo acconto entro il 30 novembre. Per chi presenta il 730 i pagamenti e i rimborsi passano invece dal sostituto d'imposta, a partire dalla retribuzione o dalla pensione dei mesi successivi.
Per l'anno d'imposta 2025, oggetto della dichiarazione 2026, l'IRPEF si applica per scaglioni con aliquote del 23% fino a 28.000 euro, del 35% fino a 50.000 euro e del 43% oltre. La legge di bilancio 2026 ha ridotto l'aliquota del secondo scaglione al 33% a partire dal 2026, quindi l'effetto si vedrà nelle buste paga dell'anno e nella dichiarazione presentata nel 2027. Alle aliquote statali si sommano le addizionali regionale e comunale, che variano molto da un territorio all'altro e si calcolano sulla residenza al primo gennaio.
La dichiarazione è il momento in cui si recuperano spese mediche, interessi del mutuo per l'abitazione principale, spese per l'istruzione e lo sport dei figli, premi assicurativi, contributi per la previdenza complementare, spese per interventi edilizi ed energetici nelle rate ancora in corso, canoni di locazione per alcune categorie di inquilini. Dal 2025 le detrazioni per oneri sono soggette a un tetto complessivo che si riduce per i redditi più elevati, oltre i 75.000 euro, con correttivi legati ai figli a carico: per questi contribuenti la verifica delle spese da indicare richiede più attenzione.
Dalla fine di aprile l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione la dichiarazione precompilata, con molti dati già inseriti: redditi certificati, spese sanitarie, interessi passivi, premi assicurativi, contributi. Accettarla senza modifiche ha alcuni vantaggi sui controlli documentali, ma la precompilata non conosce tutto: mancano spesso spese pagate in contanti dove ammesso, familiari a carico cambiati, spese sostenute per conto di altri, redditi esteri, cessioni di partecipazioni. Lo studio confronta la precompilata con i tuoi documenti e la integra o la corregge.
Per i titolari di partita IVA la dichiarazione comprende i quadri del reddito d'impresa o di lavoro autonomo, il calcolo dei contributi INPS sul reddito, gli indici sintetici di affidabilità per chi vi è soggetto e, per i forfettari, il quadro dedicato al regime. Gli acconti si calcolano di norma sull'imposta dell'anno precedente, ma si possono ridurre con il metodo previsionale se si prevede un reddito inferiore, con il rischio di sanzioni se la previsione si rivela sbagliata. Pianificare gli acconti con lo studio aiuta a gestire la liquidità di giugno e novembre.
Chi possiede immobili locati dichiara i canoni nel 730 o nel modello Redditi. Per le abitazioni si può scegliere la cedolare secca, con aliquota del 21% sui canoni, ridotta al 10% per i contratti a canone concordato nei Comuni previsti; per le locazioni brevi l'aliquota è del 21% su un solo immobile scelto dal contribuente e del 26% sugli altri. In alternativa i canoni concorrono al reddito complessivo e sono tassati con IRPEF e addizionali. La cedolare è quasi sempre conveniente per i redditi medio-alti, ma va valutata anche in base alle detrazioni che, con un reddito più basso, si potrebbero perdere o recuperare.
La dichiarazione deve includere anche redditi che non passano dal sostituto d'imposta: plusvalenze su titoli detenuti presso intermediari esteri, criptoattività, dividendi e interessi esteri, immobili all'estero, conti correnti fuori dall'Italia. Il quadro RW riporta gli investimenti e le attività finanziarie detenute all'estero, con il calcolo delle relative imposte patrimoniali. Sono obblighi spesso dimenticati che, nei controlli, comportano sanzioni proporzionali al valore delle attività non dichiarate.
Se dopo l'invio ci si accorge di un errore, la dichiarazione si può correggere con una dichiarazione integrativa: a favore del contribuente, ad esempio per una detrazione dimenticata, entro i termini di accertamento; a sfavore, con il ravvedimento operoso e il pagamento delle maggiori imposte, sanzioni ridotte e interessi. Per il 730 esiste anche il 730 integrativo, entro il 25 ottobre, per correggere errori che generano un maggior credito o un minor debito. Correggere spontaneamente costa sempre meno che attendere un controllo.
Entro il 30 settembre 2026.
Entro il 31 ottobre; nel 2026 il termine cade di sabato e slitta al primo giorno lavorativo successivo.
Quelle dell'anno 2025: 23%, 35% e 43%; la riduzione al 33% del secondo scaglione vale dal 2026.
Si può, ma conviene verificarla: spesso mancano spese, familiari a carico o redditi che cambiano il risultato.
Di norma no: i titolari di redditi d'impresa o di lavoro autonomo abituale presentano il modello Redditi.
Sì, con una dichiarazione integrativa; per il 730 anche con il 730 integrativo entro il 25 ottobre, se l'errore è a tuo favore.
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