In breve
- Per chi: professionisti con partita IVA individuale, studi associati e società tra professionisti.
- Regimi: forfettario fino a 85.000 euro di compensi, con imposta sostitutiva del 15% o del 5% per le nuove attività con i requisiti; oppure regime ordinario con deduzione dei costi reali.
- Previdenza: Cassa Forense, ENPAM, Inarcassa, ENPAP e altre casse, oppure Gestione separata INPS.
- Fatture: elettroniche, con ritenuta d'acconto del 20% quando il cliente è un sostituto d'imposta, bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro.
- Sanità: prestazioni esenti da IVA e invio delle spese al Sistema Tessera Sanitaria.
- Forfettario fino a 85.000 euro
- Ritenuta 20%
- Bollo 2 euro oltre 77,47
- Casse Forense, ENPAM, Inarcassa, ENPAP
Forfettario o ordinario: la prima scelta
Molti professionisti iniziano con il regime forfettario: un'unica imposta sostitutiva al 15% (al 5% nel quinquennio iniziale, per chi avvia davvero un'attività nuova), fatture senza IVA, adempimenti ridotti. Si applica fino a 85.000 euro di compensi incassati nell'anno precedente. Se nel corso dell'anno si superano i 100.000 euro, si esce subito dal regime e si applica l'IVA dalle operazioni che fanno superare il limite.
Nel forfettario il reddito si calcola applicando ai compensi un coefficiente di redditività fissato per tipo di attività, il 78% per molte attività professionali, e i costi reali non contano. Per questo il regime non conviene sempre. Chi ha costi alti, come studio, personale, attrezzature o strumenti diagnostici, può pagare meno con il regime ordinario, dove i costi si deducono per l'importo reale.
Ci sono anche cause di esclusione: ad esempio chi lavora prevalentemente per il datore di lavoro attuale o per quello dei due anni precedenti, o chi nell'anno precedente ha avuto redditi di lavoro dipendente sopra la soglia fissata dalla legge di bilancio. Facciamo il confronto con i tuoi numeri, prima di decidere. Per chi apre ora la partita IVA c'è la pagina Partite IVA e forfettari.
Le regole che cambiano da professione a professione
- Medici e odontoiatri: prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione esenti da IVA (art. 10, n. 18, DPR 633/1972), contributi ENPAM, invio delle spese al Sistema Tessera Sanitaria, attività intramoenia ed extramoenia. Per gli studi strutturati c'è la pagina studi odontoiatrici.
- Avvocati: contributi a Cassa Forense, contributo integrativo in fattura, gestione delle anticipazioni per conto del cliente, ritenuta d'acconto sulle parcelle verso imprese e altri sostituti d'imposta.
- Ingegneri e architetti: Inarcassa per gli iscritti, Gestione separata INPS per chi non lo è; compensi per progetti e direzione lavori, rapporti con imprese e committenti pubblici, fatturazione per stati di avanzamento.
- Psicologi: contributi ENPAP, prestazioni sanitarie esenti da IVA, invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria per le spese dei pazienti.
- Professionisti senza cassa: consulenti, informatici, formatori e altre attività iscritte alla Gestione separata INPS, con aliquote e minimali propri.
Ritenute, fatture e casse: gli errori più comuni
- Ritenuta d'acconto. Quando il cliente è un'impresa o un altro professionista che agisce come sostituto d'imposta, trattiene il 20% del compenso e lo versa per tuo conto (art. 25 DPR 600/1973). Va recuperato in dichiarazione: se non si controllano le certificazioni uniche, si perde.
- Contributo integrativo. Molte casse prevedono un contributo integrativo da addebitare al cliente in fattura. Va calcolato correttamente e versato alla cassa.
- Fattura elettronica e bollo. Le fatture si emettono tramite il Sistema di Interscambio; sulle fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 euro è dovuta la marca da bollo da 2 euro.
- Sistema Tessera Sanitaria. Medici, odontoiatri e psicologi inviano i dati delle spese sanitarie dei pazienti, che servono per la dichiarazione precompilata.
- Contributi minimi. Le casse chiedono contributi minimi anche con redditi bassi: vanno previsti per non trovarsi debiti a fine anno.
Spese deducibili per il professionista in regime ordinario
Nel regime ordinario si deducono i costi inerenti all'attività, con regole diverse per tipo di spesa. Alcune hanno limiti precisi:
| Spesa | Regola principale |
|---|---|
| Auto usata per l'attività | deduzione del 20% dei costi, con un tetto di 18.075,99 euro sul costo di acquisto (art. 164 TUIR) |
| Telefonia | deduzione dell'80% delle spese |
| Studio in casa | deduzione parziale di affitto o rendita e utenze, quando l'immobile è usato anche come abitazione |
| Formazione e aggiornamento | deducibili entro i limiti annui previsti dalla legge |
| Computer, attrezzature, software | ammortamento, o deduzione nell'anno per i beni di costo unitario contenuto |
Ti diciamo prima cosa conservare e come pagare, in modo tracciabile, così le spese restano deducibili anche in caso di controllo. Nel forfettario, invece, nessuna di queste spese riduce le imposte: per questo con costi alti il confronto tra i due regimi va fatto ogni anno.
Dichiarazione, acconti e contributi: il calendario
Il momento più delicato per un professionista è l'estate: con la dichiarazione dei redditi si pagano insieme il saldo dell'anno precedente e il primo acconto dell'anno in corso, spesso con i contributi della cassa. Chi ha avuto un anno buono può trovarsi a pagare una cifra alta tutta in una volta. A novembre arriva il secondo acconto.
Per evitarlo calcoliamo durante l'anno una stima di imposte e contributi, così puoi accantonare ogni mese la somma giusta. A novembre, se l'anno sta andando peggio del precedente, valutiamo un secondo acconto più basso calcolato sul reddito previsto; se va meglio, ti avvisiamo prima che arrivi il saldo. Le dichiarazioni reddituali alle casse, con i loro termini propri, entrano nello stesso calendario.
Aprire la partita IVA da professionista: cosa serve
L'apertura della partita IVA è gratuita e si fa con una dichiarazione all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall'inizio dell'attività. Insieme alla partita IVA vanno sistemati alcuni passaggi che spesso vengono dimenticati:
- codice ATECO corretto, che determina anche il coefficiente di redditività nel forfettario;
- iscrizione alla cassa di previdenza della propria professione, con i termini previsti dal regolamento della cassa, oppure alla Gestione separata INPS;
- PEC: i professionisti iscritti in albi devono avere un indirizzo di posta elettronica certificata comunicato all'ordine, che compare nell'indice nazionale INI-PEC;
- firma digitale per contratti, pratiche e documenti alla pubblica amministrazione;
- pagamenti elettronici: chi offre prestazioni al pubblico deve accettare pagamenti con carte e strumenti elettronici;
- polizza di responsabilità civile professionale, obbligatoria per la maggior parte delle professioni ordinistiche.
Prepariamo noi la dichiarazione di inizio attività e il calendario del primo anno, con la stima di imposte e contributi.
Professionisti sanitari: IVA, bollo e Tessera Sanitaria
Per medici, odontoiatri, psicologi e altri professionisti sanitari tre regole valgono quasi sempre:
- le prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione sono esenti da IVA, mentre perizie e certificati non legati alla tutela della salute possono essere imponibili;
- sulle fatture esenti sopra 77,47 euro si applica il bollo da 2 euro, che può essere addebitato al paziente;
- i dati delle spese sanitarie dei pazienti vanno trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria, salvo opposizione del paziente, e confluiscono nella dichiarazione precompilata.
Per chi lavora anche in strutture private o in convenzione, controlliamo che compensi e ritenute delle strutture coincidano con quanto dichiarato. Per le strutture organizzate in società ci sono le pagine dedicate a cliniche e centri diagnostici.
Studi associati e società tra professionisti
Quando più professionisti lavorano insieme, si può scegliere tra studio associato e società tra professionisti (STP), prevista dalla legge 183/2011. Cambiano la tassazione del reddito, la gestione delle casse, la responsabilità verso i clienti e i costi di gestione.
- Studio associato: il reddito è dell'associazione e viene imputato ai singoli associati in base alle quote; la contabilità è unica, le dichiarazioni personali restano separate.
- STP: è una società iscritta anche nella sezione speciale dell'albo; può avere forma di società di persone o di capitali e, in questo secondo caso, segue molte regole delle società di capitali.
Una STP in forma di SRL paga IRES e IRAP come le altre società, mentre i soci professionisti restano iscritti all'albo e alla propria cassa. Valutiamo con i soci la forma più adatta, simulando le imposte nei due casi, e seguiamo contabilità, dichiarazioni e ripartizione degli utili.
Come lavoriamo con i professionisti
- Primo incontro gratuito, in studio ad Avellino o in videochiamata: attività, cassa, regime attuale, ultima dichiarazione.
- Confronto tra i regimi con i tuoi numeri e proposta scritta di servizi e compenso.
- Fatture e documenti: emetti le fatture elettroniche con il software che preferisci; noi le riceviamo con la delega e tu carichi il resto nell'area riservata.
- Scadenze con anticipo: imposte, contributi e dichiarazioni alla cassa, con gli importi e gli F24 pronti.
Seguiamo professionisti in tutta Italia. Per chi esercita in provincia c'è anche lo studio in Via Terminio, descritto nella pagina commercialista ad Avellino.
Domande frequenti dei professionisti
Mi conviene il regime forfettario?
Dipende dai costi. Con costi bassi il forfettario di solito conviene. Con studio, personale o attrezzature costose il regime ordinario può far pagare meno. Facciamo il confronto con i tuoi numeri.
Qual è il limite del forfettario?
85.000 euro di compensi incassati nell'anno precedente. Se durante l'anno si superano i 100.000 euro si esce subito dal regime.
Le prestazioni mediche hanno l'IVA?
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese da medici, odontoiatri e psicologi sono esenti da IVA (art. 10, n. 18, DPR 633/1972). Sulla fattura sopra 77,47 euro serve la marca da bollo da 2 euro.
Gestite i rapporti con la mia cassa di previdenza?
Sì: calcolo dei contributi soggettivi e integrativi, scadenze, dichiarazioni reddituali alla cassa e controllo dei minimi.
Cosa succede alle ritenute d'acconto che subisco?
Le recuperiamo in dichiarazione, controllando le certificazioni uniche dei clienti. Se le ritenute superano l'imposta dovuta, il credito si può compensare o chiedere a rimborso.
Quanto posso dedurre dell'auto?
Per il professionista in regime ordinario il 20% dei costi dell'auto usata per l'attività, con un tetto di 18.075,99 euro sul costo di acquisto (art. 164 TUIR). Nel forfettario non si deduce nulla.
Chi lavora per l'ex datore di lavoro può usare il forfettario?
In generale no, se i compensi arrivano prevalentemente dal datore di lavoro attuale o da quello dei due anni precedenti. Ci sono eccezioni, ad esempio per chi inizia una nuova attività dopo il praticantato obbligatorio.
Un professionista iscritto all'albo deve avere la PEC?
Sì: i professionisti iscritti in albi ed elenchi devono comunicare all'ordine un indirizzo PEC, che viene pubblicato nell'indice nazionale INI-PEC.
Entro quando devo aprire la partita IVA?
Entro 30 giorni dall'inizio dell'attività, con la dichiarazione di inizio attività all'Agenzia delle Entrate. L'apertura è gratuita; insieme va fatta l'iscrizione alla cassa o alla Gestione separata.
Il bollo sulle fatture sanitarie lo paga il paziente?
Può essere addebitato al paziente in fattura, ma resta il professionista a doverlo versare. Sulle fatture elettroniche il bollo si paga in modo cumulativo con il modello F24.
Seguite studi associati e STP?
Sì: scelta della forma, contabilità, dichiarazioni e ripartizione del reddito tra i soci.
Quanto costa il servizio per un professionista?
Il compenso dipende dal regime, dal numero di fatture e dai servizi richiesti. Lo proponiamo per iscritto dopo il primo incontro, che non costa nulla.
Parliamo della tua attività professionale
Primo incontro gratuito con un dottore commercialista: regime, cassa, spese deducibili e calendario dei versamenti.
