Commercialista per studi dentistici e società odontoiatriche

Seguiamo dentisti, studi associati, STP e società odontoiatriche: scelta della forma giuridica, requisiti del direttore sanitario, contributo ENPAM dello 0,5% sul fatturato, IVA su protesi e allineatori, Sistema Tessera Sanitaria, ritenute ai collaboratori e compatibilità con il forfettario.

In sintesi

  • Una società può gestire uno studio dentistico solo con un direttore sanitario iscritto all'albo degli odontoiatri, che può dirigere una sola struttura.
  • Le società odontoiatriche versano all'ENPAM lo 0,5% del fatturato annuo entro il 30 settembre dell'anno successivo.
  • Le protesi preparate dall'odontotecnico sono esenti IVA; se le cede un intermediario si applica il 4%, che per lo studio è un costo.
  • Il dentista che controlla una SRL con attività riconducibile alla sua non può applicare il forfettario.
  • Dal 2022 il dentista persona fisica non paga l'IRAP; SRL, STP e studi associati restano soggetti.
  • ATECO 86.23.00 Attività odontoiatriche

Norme e dati verificati sulle fonti ufficiali il 11/10/2026.

Cosa facciamo per uno studio dentistico che cresce

Lo studio che lavora con un titolare e un'assistente ha esigenze semplici. Quando arrivano i collaboratori, la seconda sede, il socio che non è dentista o la società, cambia tutto: il reddito diventa d'impresa, compaiono la ritenuta sui compensi, il contributo ENPAM della società, i requisiti del direttore sanitario e le domande su chi può restare nel forfettario.

Per dentisti e società odontoiatriche seguiamo:

  • la scelta tra studio individuale, studio associato, SRL o STP, con il confronto dei costi;
  • la contabilità dello studio e della società, con fatture ai pazienti fuori dal Sistema di Interscambio e invio al Sistema Tessera Sanitaria;
  • i compensi dei dentisti collaboratori e le ritenute;
  • Modello D, Quota B e contributo dello 0,5% all'ENPAM;
  • le pratiche camerali e societarie, dalla nomina degli amministratori alla cessione di quote.

Il codice ATECO 2025 dell'attività odontoiatrica è l'86.23.00. Le note Istat escludono i laboratori odontotecnici e gli igienisti dentali, che hanno codici propri: è una distinzione che conta anche per l'IVA sulle protesi.

Studio individuale, SRL odontoiatrica o STP: cosa cambia

La società odontoiatrica (L. 124/2017)

La legge sulla concorrenza del 2017 ha stabilito che l'attività odontoiatrica è riservata ai professionisti abilitati, ma è consentita anche alle società del settore a due condizioni: la struttura deve avere un direttore sanitario iscritto all'albo degli odontoiatri e le prestazioni devono essere rese da soggetti abilitati (art. 1, comma 153). Nelle strutture polispecialistiche con un direttore sanitario non odontoiatra va nominato un direttore responsabile per i servizi odontoiatrici. Il direttore sanitario odontoiatrico può svolgere la funzione in una sola struttura, e il mancato rispetto di questi obblighi comporta la sospensione dell'attività.

La società può avere soci non dentisti: è la forma usata da chi investe in catene di studi o in centri con più sedi. Il reddito è d'impresa, con IRES e IRAP.

La STP

La società tra professionisti (art. 10 L. 183/2011) può adottare i modelli del codice civile, dalla società di persone alla SRL. I soci professionisti devono avere almeno due terzi dei voti; se il requisito viene meno e non è ripristinato entro sei mesi, la società si scioglie. Chi è socio di una STP non può esserlo di un'altra. La STP si iscrive in una sezione speciale dell'albo.

Fiscalmente la STP produce reddito d'impresa anche se svolge un'attività professionale. I compensi che paga ai soci per le loro prestazioni sono reddito di lavoro autonomo, con la ritenuta d'acconto, e per la STP sono costi deducibili (risposta dell'Agenzia n. 128/2018). Per il 2026 il conferimento di uno studio professionale in una STP è fiscalmente neutrale (art. 177-bis TUIR): non genera plusvalenze. Dal 2027 la norma confluisce nel nuovo testo unico delle imposte sui redditi, e la scelta di conferire va valutata con le regole che saranno in vigore.

ENPAM: la Quota B del dentista e lo 0,5% della società

Il dentista libero professionista

Il reddito libero professionale oltre la soglia coperta dalla Quota A va dichiarato all'ENPAM con il Modello D e paga la Quota B. Sul reddito del 2025 l'aliquota intera è il 19,50% fino a 150.000 euro; oltre si versa l'1%. Esistono aliquote agevolate, dimezzata al 9,75% e ridotta al 2%, per esempio per chi è iscritto all'INPS per l'attività intramoenia, ma vanno chieste prima. Il Modello D non inviato in tempo costa 120 euro. La Quota B si paga in unica soluzione entro il 31 ottobre oppure a rate con addebito diretto; le rate che scadono nell'anno successivo sono maggiorate di interessi.

La società odontoiatrica

Le società che operano nel settore odontoiatrico versano un contributo dello 0,5% del fatturato annuo alla Quota B del Fondo di previdenza generale, entro il 30 settembre dell'anno successivo alla chiusura dell'esercizio (art. 1, comma 442, L. 205/2017). Per dichiarare il fatturato e pagare serve un codice ENPAM della società, da chiedere all'ente. È un adempimento che molte società scoprono solo quando arriva la richiesta di regolarizzazione.

Un dentista socio di una società che lavora anche come collaboratore ha quindi due posizioni: la propria Quota B sul reddito professionale e la società che versa lo 0,5% sul fatturato. Vanno pianificate insieme.

IVA dello studio, protesi e allineatori

Le cure odontoiatriche sono prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione, esenti IVA (art. 10, primo comma, n. 18, DPR 633/1972). La conseguenza è che lo studio non recupera l'IVA pagata su riuniti, radiologici, materiali e lavori ai locali: l'IVA è un costo, e va messa nei preventivi degli investimenti.

Chi fornisce la protesi decide l'IVA

Con la risposta n. 6/2023 l'Agenzia delle Entrate ha distinto due casi:

  • la preparazione di protesi dentarie da parte dell'odontotecnico è esente, perché è un'arte ausiliaria della professione sanitaria, anche quando l'odontotecnico è organizzato in società;
  • se a cedere la protesi o gli allineatori è un intermediario che non è né dentista né odontotecnico, l'esenzione non spetta, come stabilito anche dalla Corte di giustizia UE, e si applica l'IVA al 4% (Tabella A, parte II, n. 30).

Per lo studio, che non detrae l'IVA, il 4% pagato al distributore è un costo in più rispetto all'acquisto diretto dal laboratorio. Su volumi alti di allineatori la differenza si vede nel conto economico.

Fatture ai pazienti, Sistema TS e detrazione

Gli iscritti all'albo degli odontoiatri e le strutture autorizzate, comprese le società odontoiatriche non accreditate, trasmettono i dati delle spese al Sistema Tessera Sanitaria (art. 3 D.Lgs. 175/2014). Le spese del 2026 vanno inviate entro lunedì 1° febbraio 2027, con correzioni possibili fino all'8 febbraio; i pazienti possono opporsi all'uso dei dati dal 9 febbraio all'8 marzo 2027. Ogni comunicazione omessa, tardiva o errata costa 100 euro, fino a un massimo di 50.000 euro.

Le stesse fatture non possono essere emesse tramite il Sistema di Interscambio: il divieto dell'art. 10-bis del D.L. 119/2018, nel testo in vigore da giugno 2025, non ha più una scadenza, e vale anche per chi non è tenuto all'invio al Sistema TS quando fattura prestazioni sanitarie a persone fisiche. Le fatture verso aziende, fondi o assicurazioni seguono invece la fatturazione elettronica ordinaria.

Il paziente e i contanti

Il paziente detrae il 19% delle spese odontoiatriche solo se paga con strumenti tracciabili. L'eccezione riguarda le strutture pubbliche e quelle private accreditate al Servizio sanitario: uno studio dentistico privato non accreditato non rientra, quindi un pagamento in contanti fa perdere la detrazione. Conviene dirlo al paziente prima, non quando il CAF gli respinge la spesa.

Dentisti collaboratori, ritenute e forfettario

Quando una SRL o una STP paga i compensi di un dentista collaboratore o di un socio professionista, deve trattenere il 20% a titolo d'acconto sull'IRPEF del professionista, come prevede l'art. 25 del DPR 600/1973, e versarlo con il modello F24. Le ritenute non operate o non versate sono tra le violazioni che si scoprono più facilmente in un controllo, perché i dati del collaboratore e della società si incrociano.

Chi non può restare nel forfettario

Molti collaboratori sono in regime forfettario, che richiede compensi dell'anno precedente fino a 85.000 euro e cessa nell'anno stesso in cui si superano 100.000 euro. Ma il regime è escluso in due casi frequenti negli studi dentistici:

  • il dentista che controlla, direttamente o indirettamente, una SRL che svolge attività riconducibili alla sua (art. 1, comma 57, lett. d, L. 190/2014): è il caso del titolare che ha messo lo studio in società e continua a fatturarle come forfettario;
  • chi lavora prevalentemente per il datore di lavoro attuale o degli ultimi due anni, o per soggetti a lui riconducibili: il dentista ex dipendente che diventa collaboratore della stessa clinica.

Per il 2025 e il 2026 il limite dei redditi da lavoro dipendente che esclude dal forfettario è salito a 35.000 euro. Ogni collaboratore va verificato prima dell'incarico, non dopo.

L'IRAP

Dal 2022 l'IRAP non è dovuta dalle persone fisiche che esercitano arti e professioni (L. 234/2021). Per le società, invece, l'attività è sempre presupposto dell'imposta, e restano soggetti anche gli studi associati. Uno studio associato convinto che l'IRAP sia stata abolita per tutti rischia anni di dichiarazioni omesse.

Una società odontoiatrica da 900.000 euro, in numeri

Esempio con importi ipotetici, per mostrare il metodo.

Adempimenti di un anno
VoceCalcoloImporto
Contributo ENPAM della società0,5% di 900.000 €4.500,00 € entro il 30 settembre
Ritenute su tre collaboratori da 60.000 € ciascuno20% di 180.000 €36.000,00 €
Allineatori acquistati da un distributore4% di 40.000 €1.600,00 € di IVA che diventa costo

Gli stessi allineatori acquistati direttamente da un laboratorio odontotecnico sarebbero esenti: i 1.600 euro di IVA non ci sarebbero.

Il Sistema TS

Una società che non trasmette 400 documenti di spesa rischia 100 euro per ciascuno, 40.000 euro. Con 800 documenti si arriva al tetto di 50.000 euro.

Il dentista socio

Un dentista con 120.000 euro di reddito libero professionale soggetto a Quota B versa il 19,50%, cioè 23.400 euro. Se ha diritto all'aliquota ridotta del 2% e la chiede in tempo, ne versa 2.400.

Gli errori più costosi in uno studio dentistico

  1. Direttore sanitario non odontoiatra o condiviso tra due strutture: rischio di sospensione dell'attività.
  2. Contributo dello 0,5% non versato dalla società entro il 30 settembre.
  3. Titolare forfettario che controlla la SRL dello studio.
  4. Ex dipendente forfettario che fattura alla stessa clinica.
  5. Fatture ai pazienti via SdI.
  6. Dati al Sistema TS omessi o sbagliati.
  7. Contanti incassati senza avvisare il paziente che perde la detrazione.
  8. Protesi da intermediario trattate come esenti.
  9. Ritenute non operate sui compensi dei collaboratori.
  10. Modello D non inviato o aliquota ridotta non richiesta.
  11. STP con soci professionisti sotto i due terzi oltre i sei mesi.
  12. Studio associato senza dichiarazione IRAP.

Come lavoriamo con il tuo studio

  1. Fotografia dello studio. Forma giuridica, soci, direttore sanitario, collaboratori e loro regime, fornitori di protesi, posizione ENPAM.
  2. Scelta della struttura. Se conviene restare studio, passare a SRL o STP, con i numeri di imposte e contributi nei vari casi.
  3. Gestione. Contabilità, Sistema TS, ritenute, F24, contributo dello 0,5%.
  4. Chiusura. Bilancio della società, dichiarazioni, Modello D dei soci professionisti.

Per il singolo dentista che lavora come collaboratore abbiamo un servizio dedicato ai professionisti. Dal 1° gennaio 2027 cambiano i testi di riferimento: esenzione IVA e divieto di fattura via SdI passano nel Testo unico IVA, forfettario e conferimento in STP nel nuovo testo unico delle imposte sui redditi, le ritenute nel testo unico dei versamenti. Le regole descritte in questa pagina sono quelle in vigore nel 2026.

Domande frequenti dei dentisti

Il dentista deve applicare l'IVA in fattura?

No sulle cure: le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione sono esenti. Per questo lo studio non recupera l'IVA sugli acquisti, che diventa un costo.

Le protesi dentarie e gli allineatori hanno l'IVA?

Se li prepara l'odontotecnico sono esenti. Se li cede un intermediario che non è dentista né odontotecnico si applica il 4%, come chiarito dalla risposta 6/2023.

Si può aprire uno studio dentistico senza essere dentisti?

Sì, con una società, purché la struttura abbia un direttore sanitario iscritto all'albo degli odontoiatri e le cure siano eseguite da professionisti abilitati.

Il direttore sanitario può dirigere più studi?

No. Il direttore sanitario responsabile dei servizi odontoiatrici svolge la funzione in una sola struttura; in caso contrario l'attività può essere sospesa.

Quanto versa una società odontoiatrica all'ENPAM?

Lo 0,5% del fatturato annuo, entro il 30 settembre dell'anno successivo alla chiusura dell'esercizio, con un codice ENPAM della società.

Come si tassa una STP odontoiatrica?

Produce reddito d'impresa. I compensi pagati ai soci per le loro prestazioni sono reddito di lavoro autonomo, con ritenuta d'acconto, e per la società sono costi deducibili.

Il dentista che controlla una SRL può restare forfettario?

No, se la SRL svolge attività riconducibili alla sua. È una delle cause di esclusione previste dall'art. 1, comma 57, della L. 190/2014.

Il dentista deve emettere fattura elettronica al paziente privato?

No. Le fatture per prestazioni sanitarie a persone fisiche non passano dal Sistema di Interscambio; i dati vanno invece al Sistema Tessera Sanitaria.

Il paziente perde la detrazione se paga in contanti?

Sì, in uno studio privato non accreditato: per detrarre il 19% serve un pagamento tracciabile. L'eccezione vale solo per le strutture pubbliche o accreditate al Servizio sanitario.

Il dentista paga l'IRAP?

Il dentista persona fisica no, dal 2022. La SRL, la STP e lo studio associato invece sì.

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Fonti e normativa

Pagina pubblicata il 11/10/2026, ultima verifica delle fonti il 11/10/2026. Le informazioni sono generali e non sostituiscono l'analisi del singolo caso.

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