Commercialista online forfettario

Un commercialista online per il regime forfettario apre o gestisce la partita IVA a distanza, verifica ogni anno che i requisiti del regime siano rispettati, calcola l'imposta sostitutiva e i contributi, prepara la dichiarazione dei redditi e controlla che le fatture elettroniche siano corrette. Nel 2026 il regime si applica a chi nell'anno precedente ha avuto ricavi o compensi fino a 85.000 euro e non ha cause di esclusione, come redditi di lavoro dipendente superiori a 35.000 euro.

In sintesi

  • Soglia di accesso: ricavi o compensi fino a 85.000 euro nell'anno precedente; oltre 100.000 euro nell'anno si esce subito dal regime.
  • Imposta sostitutiva del 15% sul reddito calcolato con il coefficiente di redditività del proprio codice ATECO; 5% per i primi cinque anni se si rispettano i requisiti delle nuove attività.
  • Niente IVA in fattura, ma fattura elettronica obbligatoria per tutti i forfettari dal 2024.
  • Per il 2026 è escluso chi nel 2025 ha avuto redditi di lavoro dipendente o pensione oltre 35.000 euro.
  • Il commercialista verifica requisiti, calcola imposte e contributi e presenta la dichiarazione, tutto online.
  • Soglia 85.000 euro
  • Imposta 15% o 5%
  • Uscita immediata oltre 100.000 euro
  • Lavoro dipendente 35.000 euro nel 2026

Norme e dati verificati sulle fonti ufficiali il 02/11/2026.

Commercialista online regime forfettario: come funziona il regime

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato per persone fisiche che esercitano un'attività d'impresa, arte o professione con ricavi contenuti. È disciplinato dalla legge 190/2014, articolo 1, commi da 54 a 89. Il reddito non si calcola sottraendo i costi effettivi dai ricavi, ma applicando ai ricavi incassati un coefficiente di redditività fissato per ogni gruppo di codici ATECO. Su quel reddito, al netto dei contributi previdenziali versati, si paga un'unica imposta sostitutiva di IRPEF, addizionali e IRAP.

In cambio della semplicità, il forfettario ha regole precise: non si addebita l'IVA ai clienti e non la si detrae sugli acquisti, i costi reali non contano, e i requisiti vanno controllati ogni anno. È qui che serve il commercialista: non tanto per una contabilità complessa, che il regime non richiede, ma per evitare di restare nel regime senza averne diritto o di uscirne senza accorgersene.

Chi può essere nel regime forfettario nel 2026

RequisitoRegola
Ricavi o compensifino a 85.000 euro nell'anno precedente, ragguagliati ad anno
Superamento in corso d'annooltre 100.000 euro il regime cessa già dall'anno in corso
Spese per lavoronon oltre 20.000 euro lordi nell'anno precedente per dipendenti, collaboratori e lavoro accessorio
Lavoro dipendente o pensioneesclusi se nell'anno precedente oltre 35.000 euro; limite elevato da 30.000 per il 2025 e prorogato per il 2026
Partecipazioniesclusi i soci di società di persone e chi controlla SRL con attività riconducibili a quella svolta
Ex datore di lavoroesclusi se si fattura prevalentemente al datore di lavoro dei due anni precedenti

Le cause di esclusione hanno molte sfumature, ad esempio per i soci di SRL o per chi ha appena chiuso un rapporto di lavoro. Le verifichiamo all'apertura della partita IVA e a ogni inizio d'anno, prima che diventino un problema.

Imposta sostitutiva e contributi INPS

Il calcolo segue tre passaggi. Prima si moltiplicano i ricavi incassati per il coefficiente di redditività del proprio codice ATECO. Poi si sottraggono i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno. Infine si applica l'imposta sostitutiva: 15% in via ordinaria, 5% per i primi cinque anni di una nuova attività, se nei tre anni precedenti non si è svolta attività d'impresa o professionale e la nuova attività non prosegue un lavoro dipendente svolto prima.

I contributi dipendono dal tipo di attività:

  • professionisti senza cassa: gestione separata INPS, calcolata sul reddito;
  • professionisti con cassa: la cassa previdenziale di categoria, con le sue regole;
  • artigiani e commercianti: gestione artigiani o commercianti INPS, con contributi minimi dovuti anche con redditi bassi; i forfettari possono chiedere una riduzione del 35%, che però riduce anche la pensione futura.

Acconti e saldi si versano con F24 alle scadenze della dichiarazione dei redditi. Preparare la cassa in anticipo, con una stima aggiornata durante l'anno, evita sorprese a giugno e a novembre.

Fatture elettroniche e bollo

Dal 1° gennaio 2024 anche tutti i forfettari devono emettere fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio. Le fatture non riportano l'IVA ma una dicitura che richiama il regime. Sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro senza IVA va assolta l'imposta di bollo di 2 euro, che si versa in modo virtuale con F24 sulla base dei dati del Sistema di Interscambio.

Un commercialista online controlla le fatture emesse e ricevute attraverso la delega alla consultazione, verifica diciture e bolli e segnala gli errori quando sono ancora facili da correggere.

Cosa fa per te un commercialista online forfettario

  • apertura della partita IVA con scelta del codice ATECO e verifica dei requisiti;
  • iscrizione alla gestione previdenziale corretta e, per artigiani e commercianti, valutazione della riduzione contributiva;
  • controllo delle fatture elettroniche e del bollo;
  • stima delle imposte durante l'anno, per sapere quanto accantonare;
  • dichiarazione dei redditi, calcolo di saldo e acconti, F24;
  • verifica annuale delle soglie e delle cause di esclusione;
  • risposte alle domande quando servono, da un commercialista che conosce la tua posizione.

Tutto avviene a distanza, con deleghe telematiche e incontri in videochiamata. Chi preferisce può venire nel nostro studio di Avellino.

Quando si esce dal forfettario, e cosa succede

Si esce dal regime dall'anno successivo se si superano gli 85.000 euro di ricavi, o se nel corso dell'anno compare una causa di esclusione. Se invece nell'anno si superano i 100.000 euro, il regime cessa subito e l'IVA va applicata a partire dall'operazione che fa superare il limite.

L'uscita non è una catastrofe, ma va preparata: cambiano la fatturazione, l'IVA, il calcolo del reddito e la contabilità. A quel punto si sceglie tra ditta individuale in regime ordinario o semplificato e la costituzione di una società, ad esempio una SRLS. Un buon commercialista ti avvisa prima che succeda, quando hai ancora margine per decidere.

Il forfettario conviene sempre?

Per molti professionisti e piccoli imprenditori sì, ma non sempre. Il regime penalizza chi ha costi reali alti rispetto al coefficiente del proprio ATECO, chi fa grandi investimenti e chi vende soprattutto ad aziende che recupererebbero l'IVA senza problemi. In questi casi un regime ordinario con costi deducibili può dare un risultato migliore.

Il confronto si fa con i numeri: ricavi attesi, costi effettivi, contributi e situazione familiare. Lo facciamo con te prima dell'apertura della partita IVA e ogni volta che l'attività cambia.

Conta anche il futuro. Chi prevede di crescere in fretta, assumere o lavorare con soci deve sapere fin dall'inizio che il regime ha limiti precisi, e che uscirne a metà percorso comporta cambiamenti nella fatturazione, nei prezzi ai clienti e nella gestione della cassa. Meglio prevederlo che subirlo.

Aprire una partita IVA forfettaria online: i passaggi

  1. Verifica dei requisiti: redditi di lavoro dipendente, partecipazioni in società, rapporti con ex datori di lavoro e attività svolte negli ultimi tre anni, che decidono anche se spetta l'aliquota del 5%.
  2. Scelta del codice ATECO: determina il coefficiente di redditività e, per artigiani e commercianti, la gestione previdenziale.
  3. Dichiarazione di inizio attività all'Agenzia delle Entrate, che si presenta in via telematica entro trenta giorni dall'avvio.
  4. Adempimenti collegati: per le imprese l'iscrizione al registro delle imprese e la comunicazione al Comune quando serve, per i professionisti l'eventuale iscrizione all'albo e alla cassa.
  5. Impostazione della fatturazione elettronica, con il canale di ricezione e le diciture corrette.
  6. Piano di accantonamento: quanto mettere da parte ogni mese per imposta e contributi.

Con un commercialista online questi passaggi richiedono pochi giorni e nessun viaggio: servono un documento d'identità, il codice fiscale e le informazioni sull'attività.

Gli errori più comuni dei forfettari

  • Spendere tutto quello che si incassa e trovarsi senza liquidità al momento di saldo e primo acconto, che a giugno arrivano insieme.
  • Credere che i costi si scarichino: nel forfettario il computer, l'auto o l'affitto dello studio non riducono le imposte.
  • Applicare il 5% senza i requisiti, ad esempio quando la nuova attività prosegue quella svolta prima come dipendente.
  • Non controllare le soglie durante l'anno, accorgendosi troppo tardi di aver superato i 100.000 euro.
  • Dimenticare il bollo sulle fatture sopra 77,47 euro.

Un esempio di calcolo

Una grafica freelance senza cassa previdenziale ha incassato 40.000 euro. Il coefficiente di redditività della sua attività è del 78%, quindi il reddito forfettario è 31.200 euro. Da questo importo si sottraggono i contributi della gestione separata versati nell'anno, e sul risultato si applica l'imposta sostitutiva, al 5% se rientra nei primi cinque anni di una nuova attività con i requisiti richiesti, altrimenti al 15%.

L'esempio serve a mostrare il meccanismo: coefficiente e contributi vanno verificati sul proprio codice ATECO e sulla propria posizione previdenziale.

Chi ti segue

Lo studio è guidato da dottori commercialisti iscritti all'Ordine di Avellino e revisori legali. Seguiamo forfettari di tutta Italia, professionisti, artigiani e commercianti, con un referente che risponde direttamente. Quando l'attività cresce, ti accompagniamo verso il regime ordinario o la società senza cambiare studio. Per i professionisti trovi anche la pagina dedicata ai professionisti.

Domande frequenti sul commercialista online forfettario

Un forfettario ha bisogno del commercialista?

Non è obbligatorio, ma la verifica dei requisiti, il calcolo di imposte e contributi e la dichiarazione dei redditi hanno regole precise; un errore può far perdere il regime o generare sanzioni.

Qual è la soglia del regime forfettario nel 2026?

85.000 euro di ricavi o compensi nell'anno precedente. Se nell'anno si superano 100.000 euro, il regime cessa subito.

Posso essere forfettario se ho anche un lavoro dipendente?

Sì, se nel 2025 i redditi di lavoro dipendente o pensione non hanno superato 35.000 euro e non fatturi prevalentemente al tuo datore di lavoro.

Quanto si paga di tasse nel forfettario?

Un'imposta sostitutiva del 15% sul reddito forfettario, o del 5% per i primi cinque anni di una nuova attività con i requisiti richiesti, più i contributi previdenziali.

Il forfettario deve fare la fattura elettronica?

Sì: dal 1° gennaio 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari.

Nel forfettario si possono scaricare i costi?

No: il reddito si calcola con il coefficiente di redditività, e i costi effettivi non contano; si deducono solo i contributi previdenziali obbligatori.

Cosa succede se supero gli 85.000 euro?

Esci dal regime dall'anno successivo; se superi 100.000 euro, l'uscita è immediata e l'IVA si applica dall'operazione che fa superare il limite.

Gli artigiani forfettari pagano meno contributi?

Possono chiedere una riduzione del 35% dei contributi INPS artigiani e commercianti; la riduzione abbassa anche la pensione futura.

Il commercialista online può aprirmi la partita IVA?

Sì: l'apertura è telematica, e la facciamo dopo aver verificato con te requisiti, codice ATECO e gestione previdenziale.

Quando spetta l'imposta al 5%?

Per i primi cinque anni di una nuova attività, se nei tre anni precedenti non hai esercitato attività d'impresa o professionale, la nuova attività non è la semplice prosecuzione di un lavoro dipendente o autonomo svolto prima e, se rilevi un'attività altrui, i ricavi del cedente rispettavano la soglia.

Nel forfettario si possono avere dipendenti?

Sì, purché le spese per dipendenti, collaboratori e lavoro accessorio non superino 20.000 euro lordi nell'anno precedente.

Posso passare a voi a metà anno?

Sì: con le deleghe al cassetto fiscale ricostruiamo fatture e versamenti dell'anno e prepariamo la dichiarazione.

Sei forfettario o vuoi aprire la partita IVA?

Primo incontro gratuito: verifichiamo i requisiti, ti spieghiamo come si calcolano imposte e contributi e cosa facciamo per te.

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Fonti e normativa

Pagina pubblicata il 02/11/2026, ultima verifica delle fonti il 02/11/2026. Le informazioni sono generali e non sostituiscono l'analisi del singolo caso.

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