In sintesi
- Nel regime ordinario si paga l'IRPEF progressiva sul reddito effettivo: ricavi meno costi deducibili.
- Aliquote IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro, 33% tra 28.000 e 50.000 euro, 43% oltre.
- Si applica l'IVA in fattura e si detrae quella sugli acquisti, con liquidazioni periodiche.
- Contabilità semplificata fino a 500.000 euro di ricavi per i servizi e 800.000 euro per le altre attività; oltre, contabilità ordinaria.
- Il commercialista online gestisce registrazioni, IVA, dichiarazioni e pianificazione fiscale a distanza.
- IRPEF 2026 23% - 33% - 43%
- Semplificata servizi fino a 500.000 euro
- Semplificata altre fino a 800.000 euro
- IVA in fattura
Cos'è il regime ordinario per una partita IVA
Quando si parla di regime ordinario si intende la tassazione normale delle partite IVA, cioè quella che si applica a chi non è nel regime forfettario. Ci finisce chi supera la soglia di 85.000 euro di ricavi, chi ha una causa di esclusione dal forfettario o chi sceglie il regime ordinario perché più conveniente.
Le differenze principali rispetto al forfettario sono tre: il reddito si calcola sui costi effettivi, le imposte seguono le aliquote progressive IRPEF con addizionali regionali e comunali, e l'IVA si applica ai clienti e si detrae sugli acquisti. In cambio di più adempimenti, il regime ordinario permette di dedurre i costi reali, di recuperare l'IVA sugli investimenti e di non avere limiti di ricavi.
Contabilità semplificata o ordinaria: le soglie
| Regime contabile | Chi lo usa | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Contabilità semplificata | imprese individuali e società di persone con ricavi fino a 500.000 euro per i servizi e 800.000 euro per le altre attività; professionisti | registri IVA e annotazione dei costi, reddito determinato in base al criterio di cassa con correttivi |
| Contabilità ordinaria | chi supera le soglie, chi sceglie di adottarla, tutte le società di capitali | partita doppia, libro giornale, inventari, bilancio |
Le soglie sono fissate dall'art. 18 del D.P.R. 600/1973. Se in un anno si superano, dall'anno successivo si passa alla contabilità ordinaria. Anche chi resta sotto le soglie può scegliere la contabilità ordinaria, ad esempio per avere bilanci più affidabili da presentare alle banche. Per le imprese che la tengono già trovi la pagina sulla contabilità ordinaria.
Quali imposte si pagano nel regime ordinario
- IRPEF sul reddito d'impresa o di lavoro autonomo, sommato agli altri redditi della persona, con aliquote del 23%, 33% e 43% nel 2026 e con le detrazioni spettanti;
- addizionali regionale e comunale, che variano in base a dove si ha il domicilio fiscale;
- IRAP, che per le persone fisiche esercenti attività commerciali, arti e professioni non è più dovuta dal 2022, mentre resta per le società;
- IVA, applicata in fattura e versata dopo aver detratto quella sugli acquisti;
- contributi previdenziali, alla gestione INPS o alla cassa professionale, deducibili dal reddito.
Per i professionisti, inoltre, i clienti che sono sostituti d'imposta applicano la ritenuta d'acconto sui compensi, che si scomputa poi dall'IRPEF dovuta.
Regime ordinario o forfettario: quando conviene
Il regime forfettario è spesso più conveniente per chi ha pochi costi e ricavi contenuti. Il regime ordinario può dare un risultato migliore quando:
- i costi reali sono più alti di quelli riconosciuti dal coefficiente di redditività del proprio codice ATECO;
- si fanno investimenti importanti e si vuole recuperare l'IVA e dedurre ammortamenti;
- si hanno detrazioni personali che nel forfettario non si possono usare in pieno, perché l'imposta sostitutiva non le assorbe;
- si lavora quasi solo con aziende e professionisti, che recuperano l'IVA e per cui il prezzo con IVA non cambia nulla;
- si prevede di superare a breve le soglie del forfettario.
Il confronto va fatto sui numeri della propria attività: ricavi, costi, contributi, carichi familiari e altri redditi.
Quali costi si possono dedurre
Nel regime ordinario contano i costi inerenti all'attività e documentati. Alcuni sono deducibili per intero, altri in misura limitata:
- acquisti di merci e materiali, servizi, consulenze, affitto dei locali, utenze dell'attività: in generale per intero;
- beni strumentali: tramite ammortamento, o per intero nell'anno se di costo unitario non superiore a 516,46 euro;
- auto: in misura limitata, con percentuali e tetti stabiliti dal TUIR;
- telefonia: in generale all'80%;
- spese di vitto, alloggio e rappresentanza: con limiti e, per molte spese, con l'obbligo di pagamento tracciabile.
Le regole cambiano spesso e hanno molti dettagli: le verifichiamo sulla tua attività prima della dichiarazione, non dopo, e ti diciamo in anticipo quali documenti conservare per ogni spesa.
Cosa fa un commercialista online nel regime ordinario
- registrazione di fatture attive e passive e delle altre operazioni, partendo dai dati del Sistema di Interscambio;
- liquidazioni IVA periodiche, F24 e comunicazioni;
- dichiarazione IVA e dichiarazione dei redditi, con ISA quando applicabili;
- stima delle imposte durante l'anno e pianificazione degli acconti;
- valutazione periodica del regime più conveniente;
- supporto nei rapporti con banche e clienti, con situazioni contabili aggiornate.
Lavoriamo con deleghe al cassetto fiscale e alle fatture elettroniche, scambio di documenti digitale e incontri in videochiamata, oppure in studio ad Avellino per chi preferisce.
Passare dal forfettario al regime ordinario
Il passaggio richiede attenzione in alcuni punti: le fatture emesse da forfettario e incassate dopo, i costi sostenuti a cavallo dei due regimi, la rettifica della detrazione IVA sui beni acquistati negli anni precedenti, il nuovo calcolo degli acconti. Va anche rivisto il listino: per i clienti privati il prezzo con IVA aumenta, e bisogna decidere se assorbire l'imposta o trasferirla.
Prepariamo il passaggio prima che avvenga, con una simulazione delle imposte nel nuovo regime e un calendario delle nuove scadenze. Se l'attività è cresciuta molto, valutiamo anche se sia il momento di costituire una società, ad esempio una SRLS o una SRL.
ISA, controlli e affidabilità fiscale
Chi è nel regime ordinario e svolge attività per cui sono previsti gli indici sintetici di affidabilità fiscale, gli ISA, deve compilare ogni anno il relativo modello insieme alla dichiarazione dei redditi. Gli ISA danno un voto da 1 a 10 sulla coerenza dei dati dichiarati. Un punteggio alto porta benefici premiali, come l'esonero dal visto di conformità per compensare crediti entro certi limiti e una riduzione dei termini di accertamento; un punteggio basso aumenta la probabilità di controlli.
Il voto si migliora soprattutto con una contabilità corretta e con dati coerenti tra fatture, magazzino, personale e beni strumentali. Lo calcoliamo in anticipo, prima dell'invio, per capire se ci sono anomalie da spiegare o errori da correggere.
Cosa serve per iniziare con noi
- l'ultima dichiarazione dei redditi e IVA con le ricevute di invio;
- i registri IVA e la situazione contabile dell'anno in corso;
- il registro dei beni ammortizzabili, se esiste, o l'elenco dei beni dell'attività;
- i contratti di finanziamento, leasing e affitto;
- le deleghe al cassetto fiscale e alla consultazione delle fatture elettroniche.
Con questi documenti ricostruiamo la posizione, segnaliamo eventuali adempimenti arretrati e impostiamo il calendario delle scadenze. Il cambio di commercialista si può fare in qualsiasi momento dell'anno.
Società di persone nel regime ordinario
Le società in nome collettivo e in accomandita semplice non possono accedere al forfettario, che è riservato alle persone fisiche. Sono quindi sempre nel regime ordinario, in contabilità semplificata o ordinaria secondo le soglie. Il loro reddito non è tassato in capo alla società ma attribuito ai soci in proporzione alle quote, indipendentemente dal fatto che sia stato distribuito, e ciascun socio lo dichiara insieme agli altri suoi redditi (art. 5 TUIR).
A differenza delle ditte individuali, le società di persone restano soggette all'IRAP. Per questo, quando gli utili crescono, conviene confrontare la tassazione dei soci con quella di una società di capitali, che paga l'IRES con aliquota proporzionale e lascia ai soci la scelta di quando distribuire gli utili. Il confronto riguarda anche responsabilità patrimoniale, costi di gestione e prospettive dell'impresa.
Un esempio di confronto
Un installatore di impianti ha ricavi per 80.000 euro e costi reali per materiali, furgone e attrezzature pari a 45.000 euro. Con il forfettario il reddito si calcola applicando ai ricavi il coefficiente della sua attività, indipendentemente dai costi effettivi. Con il regime ordinario il reddito è la differenza tra ricavi e costi deducibili, quindi molto più vicino ai 35.000 euro di margine reale, prima dei contributi.
Il confronto completo tiene conto anche dell'aliquota sostitutiva, delle aliquote IRPEF, delle detrazioni personali e dei contributi. In attività con costi alti come questa, il regime ordinario può risultare più conveniente nonostante gli adempimenti in più. L'esempio è costruito per illustrare il ragionamento.
Chi ti segue
Ogni cliente in regime ordinario ha un commercialista di riferimento, iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e revisore legale, che segue la contabilità durante l'anno e non solo al momento della dichiarazione. Lavoriamo con ditte individuali, professionisti e società di persone di ogni regione. Trovi anche le pagine dedicate alle PMI e imprese e ai professionisti.
Domande frequenti sul commercialista online per il regime ordinario
Cosa significa regime ordinario per una partita IVA?
È la tassazione normale, fuori dal forfettario: il reddito è dato da ricavi meno costi deducibili e si applicano IRPEF progressiva, addizionali e IVA.
Quali sono le aliquote IRPEF nel 2026?
23% fino a 28.000 euro, 33% tra 28.000 e 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro.
Fino a quanto si può tenere la contabilità semplificata?
Fino a 500.000 euro di ricavi per le attività di servizi e 800.000 euro per le altre attività (art. 18 D.P.R. 600/1973).
Le ditte individuali pagano l'IRAP?
No: dal 2022 l'IRAP non è più dovuta dalle persone fisiche che esercitano attività commerciali, arti e professioni.
Il regime ordinario conviene più del forfettario?
Può convenire quando i costi reali sono alti, si fanno investimenti o si hanno detrazioni personali importanti; va verificato sui numeri.
Nel regime ordinario si scarica l'IVA?
Sì, l'IVA sugli acquisti inerenti all'attività si detrae da quella addebitata ai clienti, con alcune limitazioni, ad esempio per auto e telefonia.
Ogni quanto si versa l'IVA?
Di regola ogni mese; chi ha volumi d'affari contenuti può optare per le liquidazioni trimestrali, con una maggiorazione dell'1% a titolo di interessi.
Posso scegliere il regime ordinario anche se ho i requisiti del forfettario?
Sì, con un'opzione che di regola vincola per almeno tre anni: va valutata con attenzione.
Le SNC e le SAS possono essere forfettarie?
No: il forfettario è riservato alle persone fisiche. Le società di persone sono nel regime ordinario e il loro reddito è tassato in capo ai soci in proporzione alle quote.
I professionisti tengono la contabilità ordinaria?
Di regola no: i professionisti sono in contabilità semplificata, salvo opzione per quella ordinaria, e determinano il reddito con il criterio di cassa.
Il commercialista online può gestire una ditta in contabilità ordinaria?
Sì: la contabilità parte dai dati digitali delle fatture e della banca, e la sede dell'impresa non è un limite.
Come iniziamo?
Fissiamo un primo colloquio gratuito, a distanza oppure nella sede di Avellino: guardiamo i numeri della tua attività e mettiamo a confronto i regimi possibili.
Hai una partita IVA nel regime ordinario o stai per passarci?
Primo incontro gratuito: confrontiamo i regimi sui tuoi numeri e ti spieghiamo come lavoriamo.
Fonti e normativa
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