Commercialista per serramentisti, produttori e posatori di infissi

Seguiamo imprese che producono, vendono e posano serramenti: IVA al 10% con il calcolo dei beni significativi a costo, fatture conformi, reverse charge sulla posa tra imprese, ritenute sui bonifici dei bonus, costo di produzione documentato, bilancio della società o dell'impresa artigiana.

In sintesi

  • Gli infissi sono beni significativi: nella manutenzione delle abitazioni il 10% vale sul loro valore solo fino alla parte di prestazione che li supera; l'eccedenza va al 22%.
  • Il valore del bene significativo si calcola a costo, senza il ricarico; chi produce in proprio usa il costo di produzione.
  • La fattura deve indicare il valore degli infissi anche quando tutto resta al 10%.
  • La sola posa per un'altra impresa va in reverse charge; la fornitura con posa no, perché è una cessione di beni.
  • Bonus casa ed ecobonus 2026: 50% sull'abitazione principale, 36% negli altri casi; nel 2027 scendono a 36% e 30%.
  • ATECO 25.12.10 Fabbricazione di porte, finestre e loro telai, imposte e cancelli in metallo
  • ATECO 43.32.01 Posa in opera di porte blindate
  • ATECO 43.32.02 Posa in opera di porte non blindate, finestre, arredi, controsoffitti, pareti mobili e simili

Norme e dati verificati sulle fonti ufficiali il 11/10/2026.

Cosa facciamo per chi produce e posa serramenti

La stessa finestra può essere fatturata al 10% pieno, in parte al 10% e in parte al 22%, tutta al 22% o senza IVA in reverse charge. Dipende dal tipo di lavoro, da chi è il cliente e da cosa si vende: il prodotto, la posa o entrambi. Per un serramentista che fa centinaia di cantieri l'anno, la regola sbagliata applicata dal gestionale diventa un debito con il fisco che cresce a ogni fattura.

Per produttori, rivenditori e posatori di serramenti seguiamo:

  • il calcolo dei beni significativi a costo, con la documentazione del costo di produzione;
  • i modelli di fattura per privati, condomìni e imprese, con aliquote e diciture corrette;
  • il reverse charge nei lavori per altre imprese;
  • i documenti che servono ai clienti per i bonus e la gestione delle ritenute sui bonifici;
  • contabilità, bilancio e imposte, anche per l'impresa artigiana.

Con la classificazione ATECO 2025 la produzione ha codici diversi secondo il materiale: 25.12.10 per i serramenti metallici, 16.25.00 per quelli in legno, 22.23.00 per quelli in materie plastiche. La posa ha il 43.32.01 per le porte blindate e il 43.32.02 per gli altri infissi; il commercio all'ingrosso e al dettaglio ha codici propri. Un'impresa che produce e posa deve dichiararle entrambe, con una variazione dell'attività se il profilo è cambiato.

Infissi e beni significativi: il calcolo che sbagliano quasi tutti

Gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su abitazioni private hanno l'IVA al 10% (art. 7, comma 1, lett. b, L. 488/1999). Per alcuni beni, elencati in modo tassativo dal DM 29 dicembre 1999, c'è un limite: tra questi ci sono gli infissi esterni e interni. Il 10% si applica al loro valore solo fino al valore complessivo della prestazione al netto dei beni stessi; la parte che eccede va al 22%. In pratica, se l'infisso vale non più della metà dell'intera prestazione resta tutto al 10%; se vale di più, l'eccedenza paga l'aliquota ordinaria.

Il valore si calcola a costo

La legge di bilancio 2018 (L. 205/2017, comma 19) ha chiarito con una norma di interpretazione autentica come si misura il valore del bene significativo, e la circolare 15/E/2018 lo spiega:

  • conta il costo del bene, comprensivo di materie prime e manodopera di produzione, e non può essere inferiore al prezzo di acquisto;
  • il ricarico applicato dal serramentista è escluso: resta nella prestazione, al 10%;
  • chi produce in proprio usa il costo di produzione secondo il principio contabile OIC 13: costi diretti e costi indiretti di produzione, esclusi i costi generali, amministrativi e di distribuzione;
  • nell'impresa individuale la manodopera di produzione può comprendere la remunerazione del titolare.

L'esempio della circolare: prestazione da 1.800 euro, infisso con costo di 1.000 euro, 600 euro di manodopera e 200 euro di ricarico. Vanno al 10% 1.600 euro e al 22% 200 euro. Chi calcola il valore dell'infisso al prezzo di vendita gonfia la parte al 22%; chi non ha un costo di produzione documentato non può difendere il proprio calcolo in un controllo.

Quando la regola non si applica

  • il 10% richiede che il bene sia fornito da chi esegue la prestazione: infissi comprati dal cliente o forniti da un'altra ditta pagano il 22%;
  • negli interventi di restauro, risanamento e ristrutturazione i beni finiti, come porte e infissi esterni, vanno al 10% senza il limite, anche se acquistati dal committente;
  • la vendita di finestre senza posa a un privato non è una prestazione di manutenzione: non rientra nel 10%.

La fattura, le tapparelle e le parti staccate

La fattura deve indicare, oltre al servizio, i beni significativi forniti con il loro valore (L. 205/2017, comma 19). Secondo la circolare 15/E il valore va indicato anche quando l'intero importo resta al 10%. Negli interventi con più beni significativi, per esempio infissi e caldaia insieme con un corrispettivo unico, il calcolo è unitario e i beni si possono indicare uno per uno o con un valore complessivo.

Cosa segue l'infisso e cosa no

Parti staccate e accessori secondo la circolare 15/E/2018
ElementoTrattamento
Tapparelle, scuri, veneziane autonomivalore nella prestazione (10%)
Tapparelle o oscuranti integrati strutturalmente nell'infissovalore sommato all'infisso
Zanzarierecome le tapparelle: autonome salvo integrazione
Grate e inferriate di sicurezzanon sono beni significativi: nella prestazione
Sostituzione della sola parte staccatatutto nella prestazione

Le parti senza autonomia funzionale, che servono al normale funzionamento dell'infisso, fanno parte del bene significativo. Il punto pratico è che preventivo, ordine e fattura devono descrivere i prodotti in modo coerente: se la tapparella è integrata nel sistema, va scritto.

Le correzioni di fatture emesse con un'aliquota sbagliata si fanno con note di variazione; quando l'errore ha già prodotto un minor versamento, si valuta il ravvedimento.

Posa per un'altra impresa: reverse charge o IVA?

La posa di infissi è un servizio di completamento degli edifici, e la lettera a-ter dell'art. 17, comma 6, del DPR 633/1972 mette in reverse charge le prestazioni di completamento relative a edifici. La circolare 14/E/2015 elenca tra queste i codici 43.32.01 e 43.32.02, con l'esclusione della posa di arredi, e precisa due cose decisive:

  • per la lettera a-ter il reverse charge si applica a prescindere dal contratto tra le parti e dall'attività del cliente: non solo in subappalto, ma in ogni prestazione di posa verso un'altra impresa;
  • la fornitura con posa in opera è una cessione di beni ed è fuori dal reverse charge: il serramentista che vende e monta le proprie finestre a un'impresa edile fattura con IVA.

Il posatore che lavora per un rivenditore o per un'impresa di costruzioni deve quindi distinguere contratto per contratto. Per i lavori in cui il subappaltatore lavora per l'impresa principale, la guida dell'Agenzia di febbraio 2026 ricorda che il 10% non spetta: la prestazione resta soggetta all'aliquota ordinaria, che nel reverse charge integra il committente. Gli altri temi dei cantieri, come DURC, patente a crediti e ritenute negli appalti, sono trattati nella pagina sulle imprese edili.

Bonus infissi 2026: cosa serve al tuo cliente

Molti clienti scelgono il serramentista in base a quello che possono detrarre, e quando qualcosa va storto se la prendono con lui. Le regole del 2026:

  • Aliquote: bonus casa ed ecobonus sono al 50% per l'abitazione principale di proprietari e titolari di diritti reali, al 36% negli altri casi, con un tetto di spesa di 96.000 euro per unità per il bonus casa. Per le spese del 2027 scendono al 36% e al 30% (L. 199/2025).
  • Bonus casa: la sostituzione di infissi con modifica di materiale o tipologia è manutenzione straordinaria. Porte blindate, grate, tapparelle metalliche con bloccaggi e vetri antisfondamento rientrano tra le misure contro i furti.
  • Ecobonus: per i lavori iniziati dal 6 ottobre 2020 le finestre devono rispettare i limiti di trasmittanza dell'Allegato E del DM 6 agosto 2020, diversi per zona climatica. Se l'infisso esistente era già conforme, la semplice sostituzione non è agevolabile. I portoni d'ingresso rientrano se delimitano l'involucro riscaldato.
  • Dichiarazione del serramentista: per la sola sostituzione di finestre in singole unità, l'asseverazione del tecnico può essere sostituita da una dichiarazione del fornitore, dell'assemblatore o dell'installatore sul rispetto dei requisiti. È un documento con la tua firma: va rilasciato su dati veri.
  • ENEA: la comunicazione si trasmette entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Per il bonus casa il ritardo non fa perdere la detrazione.

La ritenuta sui bonifici

Il cliente privato paga con bonifico parlante, e sull'accredito che arriva al serramentista manca l'11%: è la ritenuta d'acconto che l'art. 25 del D.L. 78/2010 fa applicare alla banca o alle Poste. Su un fatturato fatto in gran parte di lavori agevolati sono crediti importanti, da scomputare in dichiarazione o compensare: se nessuno li riconcilia, l'impresa finanzia il fisco.

Una sostituzione di finestre da 9.000 euro, in numeri

Esempio con importi ipotetici. Manutenzione straordinaria su un'abitazione privata: corrispettivo di 9.000 euro, finestre acquistate dal serramentista a un costo di 5.200 euro, tapparelle autonome da 800 euro, il resto posa, opere accessorie e ricarico.

Tapparelle autonome o integrate: l'effetto sull'IVA
CasoBene significativoAl 10%Al 22%IVA
Tapparelle autonome5.200 €7.600 €1.400 €1.068,00 €
Tapparelle integrate nell'infisso6.000 €6.000 €3.000 €1.260,00 €

Nel primo caso il cliente paga 10.068 euro, nel secondo 10.260. La differenza dipende da come sono fatti e descritti i prodotti, non da una scelta di convenienza.

La detrazione del cliente

Sulla spesa di 10.068 euro il cliente detrae, nel 2026, 5.034 euro se si tratta della sua abitazione principale di proprietà, 3.624,48 euro negli altri casi. Se i lavori slittano al 2027, le stesse spese valgono 3.624,48 euro sull'abitazione principale e 3.020,40 euro sulle altre. Per chi preventiva oggi lavori da fare a gennaio, è un argomento da mettere per iscritto.

Gli errori più costosi di un serramentista

  1. Fattura senza il valore degli infissi, anche quando tutto è al 10%.
  2. Valore delle finestre al prezzo di vendita, con il ricarico, invece che a costo.
  3. Produttore senza costo di produzione documentato.
  4. 10% su finestre vendute senza posa o fornite da un'altra ditta.
  5. Tapparelle e zanzariere sommate all'infisso quando sono autonome, o separate quando sono integrate.
  6. Sola posa per un'impresa fatturata con IVA invece che in reverse charge.
  7. Reverse charge applicato a una fornitura con posa.
  8. Subappalto fatturato al 10% all'impresa principale.
  9. Dichiarazione di trasmittanza su una finestra fuori limite per la zona climatica.
  10. Preventivi che promettono il 50% a chi non ha l'abitazione principale di proprietà.
  11. Ritenute dell'11% mai recuperate.

Come lavoriamo con la tua impresa

  1. Verifica delle fatture. Un campione di fatture a privati e imprese: calcolo dei beni significativi, diciture, reverse charge.
  2. Costo del bene. Per chi compra, il prezzo d'acquisto per articolo; per chi produce, una scheda di costo di produzione aggiornata e difendibile.
  3. Modelli. Preventivo, ordine e fattura coerenti, con le voci separate dove la legge lo chiede.
  4. Gestione. Liquidazioni IVA, riconciliazione delle ritenute, F24, DURC, bilancio.

Dal 1° gennaio 2027 la lettera b) dell'art. 7 della L. 488/1999, che fonda il 10% con i beni significativi, è abrogata dal Testo unico IVA (D.Lgs. 10/2026), che riordina le aliquote ridotte. I modelli di fattura vanno aggiornati ai nuovi riferimenti prima dei lavori di gennaio.

Domande frequenti dei serramentisti

Quando si applica l'IVA al 10% sugli infissi e quando il 22%?

Il 10% vale per la manutenzione e il recupero delle abitazioni se l'infisso è fornito da chi lo posa, con il limite dei beni significativi. Il 22% si applica alla parte eccedente, agli infissi forniti da terzi o comprati dal cliente e ai subappalti.

Come si calcola l'IVA sui beni significativi quando sostituisco finestre?

Si confronta il costo dell'infisso con il resto della prestazione: il 10% vale per tutta la prestazione meno l'eventuale parte del costo dell'infisso che supera il resto, che va al 22%.

Il valore della finestra in fattura è il prezzo di vendita o il costo?

Il costo, senza ricarico: non inferiore al prezzo d'acquisto per chi rivende, il costo di produzione secondo l'OIC 13 per chi produce.

Devo indicare il valore degli infissi in fattura anche se tutto è al 10%?

Sì. La circolare 15/E/2018 chiede di indicarlo anche quando il calcolo porta l'intero importo all'aliquota del 10%.

Tapparelle, zanzariere e grate seguono l'infisso?

Tapparelle e zanzariere autonome e grate di sicurezza vanno nel valore della prestazione. Le tapparelle strutturalmente integrate nell'infisso si sommano al suo valore.

La posa di infissi per un'altra impresa va in reverse charge?

Sì, per la lettera a-ter dell'art. 17, comma 6, qualunque sia il contratto. La fornitura con posa, invece, è una cessione di beni e si fattura con IVA.

Nelle ristrutturazioni vale il limite dei beni significativi?

No. Negli interventi di restauro, risanamento e ristrutturazione i beni finiti come porte e infissi esterni vanno al 10% senza limite, anche se acquistati dal committente.

Quali aliquote ha il bonus infissi nel 2026?

50% per l'abitazione principale di proprietari e titolari di diritti reali, 36% negli altri casi. Per le spese del 2027 scendono al 36% e al 30%.

Chi rilascia la dichiarazione sulla trasmittanza per l'ecobonus?

Per la sola sostituzione di finestre in singole unità può rilasciarla il fornitore, l'assemblatore o l'installatore, al posto dell'asseverazione del tecnico.

Perché il bonifico del cliente arriva con l'11% in meno?

Banche e Poste trattengono l'11% sui bonifici per lavori agevolati come acconto delle imposte dell'impresa, che lo recupera in dichiarazione o in compensazione.

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Fonti e normativa

Pagina pubblicata il 11/10/2026, ultima verifica delle fonti il 11/10/2026. Le informazioni sono generali e non sostituiscono l'analisi del singolo caso.

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