In sintesi
- Il costo dei beni strumentali nuovi è maggiorato del 180% fino a 2,5 milioni, del 100% fino a 10 milioni e del 50% fino a 20 milioni, per gli investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
- Non è un credito d'imposta: è una deduzione in più nella dichiarazione dei redditi, ripartita sulle quote di ammortamento o sui canoni di leasing.
- Valgono i beni 4.0 interconnessi (allegati IV e V della legge di bilancio 2026) e gli impianti a fonti rinnovabili per l'autoconsumo.
- Si passa dalla piattaforma GSE prima dell'investimento: prenotazione, conferma con acconto del 20% entro 60 giorni, completamento entro il 15 novembre 2028.
- La disciplina è stata trasferita nell'art. 364 del nuovo testo unico delle imposte sui redditi, che si applica dal 2027; il requisito dei beni prodotti nell'UE è stato eliminato.
- Norma art. 364 TU imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026)
- Investimenti dal 1/1/2026 al 30/9/2028
- Maggiorazione 180% · 100% · 50%
- Procedura piattaforma GSE
Cosa facciamo per chi investe con l'iperammortamento
L'iperammortamento 2026 può valere più dell'IRES di un intero esercizio, ma solo se ogni passaggio è rispettato prima che la merce arrivi in stabilimento. Il beneficio si perde per errori di calendario: una prenotazione non inviata, un acconto pagato al sessantunesimo giorno, un bene completato ma non ancora in funzione a fine anno. Per questo lo seguiamo come un progetto, non come una riga della dichiarazione.
Per le società che investono in macchinari, software e impianti seguiamo:
- la verifica preliminare dei beni rispetto agli elenchi di legge, insieme al fornitore e al perito;
- il calcolo della maggiorazione per fasce e del risparmio d'imposta atteso, anno per anno;
- le comunicazioni sulla piattaforma del GSE: prenotazione, conferma, completamento e comunicazioni periodiche;
- il coordinamento della perizia tecnica asseverata e della certificazione contabile;
- la scelta tra acquisto e leasing e le scritture nella contabilità ordinaria;
- le variazioni in diminuzione nella dichiarazione della società e il calcolo degli acconti;
- la tenuta del fascicolo per i controlli e la gestione di cessioni e sostituzioni dei beni.
Quando l'investimento si combina con altri incentivi, lo inquadriamo nel servizio di finanza agevolata nazionale ed europea, così da non sovrapporre aiuti sugli stessi costi.
L'iperammortamento è utilizzabile oggi? Date e scadenze
Sì. La misura è aperta e copre gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. È stata introdotta dalla legge di bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, commi 427-436) per sostituire i crediti d'imposta Transizione 4.0 e 5.0.
Le date che contano oggi:
- 7 maggio 2026: adottato il decreto attuativo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di concerto con il Ministero dell'Economia;
- 12 giugno 2026: aperta sul portale del GSE la piattaforma di prenotazione;
- 4 luglio 2026: entra in vigore il D.Lgs. 117/2026, nuovo testo unico sulle imposte dei redditi, che riprende la disciplina nell'art. 364, con gli allegati che diventano E ed F;
- 1° gennaio 2027: il testo unico si applica e da questa data i commi della legge di bilancio sono abrogati;
- 21 luglio 2026: attivo l'invio delle comunicazioni di conferma con il pagamento dell'acconto;
- 30 settembre 2028: ultimo giorno per effettuare gli investimenti;
- 15 novembre 2028: termine per le comunicazioni di completamento.
Il passaggio al nuovo testo unico ha lasciato invariate le tre percentuali e ha rinumerato gli elenchi dei beni. Per gli atti, le perizie e le delibere che riguardano il 2027 e il 2028 i riferimenti diventano l'art. 364 e gli allegati E ed F.
Il decreto-legge 38/2026 ha poi eliminato, con effetto dagli investimenti dal 1° gennaio 2026, il vincolo dei beni prodotti in uno Stato dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo. Un macchinario costruito in Svizzera, negli Stati Uniti o in Asia oggi può rientrare, se ha le caratteristiche tecniche richieste.
Quanto vale: le tre fasce e come si calcolano
La legge maggiora il costo di acquisizione dei beni solo ai fini delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing. Le percentuali dipendono dall'importo investito:
| Quota dell'investimento | Maggiorazione | Minore IRES al 24% |
|---|---|---|
| fino a 2,5 milioni | 180% | 43,20 euro |
| oltre 2,5 e fino a 10 milioni | 100% | 24,00 euro |
| oltre 10 e fino a 20 milioni | 50% | 12,00 euro |
Il decreto attuativo chiarisce che le percentuali si applicano «per la quota» e in ciascuna annualità: come negli scaglioni dell'IRPEF, il 180% vale sui primi 2,5 milioni e non sull'intero importo. Un investimento di 15 milioni produce una maggiorazione di 14,5 milioni: 4,5 sulla prima fascia, 7,5 sulla seconda e 2,5 sulla terza.
Una deduzione, non un credito in F24
Il Ministero lo dice in modo esplicito: l'iperammortamento non si compensa in F24, riduce l'imponibile delle sole imposte sui redditi. Non incide sull'IRAP. La maggiorazione non passa dal conto economico: si recupera con una variazione in diminuzione nella dichiarazione, seguendo il piano di ammortamento fiscale del bene. Chi è abituato ai vecchi crediti 4.0, che si usavano in compensazione in tre anni, deve quindi rifare i conti di cassa: il beneficio arriva con i saldi delle imposte, lungo tutta la vita fiscale del bene.
L'acconto 2026 si calcola senza
Per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2026 l'acconto va determinato senza tener conto della maggiorazione. Chi usa il metodo previsionale non può ridurre i versamenti di novembre contando sull'iperammortamento: il vantaggio emerge con il saldo.
Il vecchio Transizione 5.0 chiedeva una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% della struttura o il 5% del processo. L'iperammortamento non pone questo requisito: conta che il bene rientri negli elenchi e sia interconnesso.
Quali beni rientrano: allegati IV e V e impianti per l'autoconsumo
L'agevolazione spetta ai titolari di reddito d'impresa, di qualunque forma giuridica, settore e dimensione, per beni nuovi destinati a strutture produttive in Italia. Le categorie sono due.
Beni 4.0 interconnessi
Sono i beni materiali dell'allegato IV e i beni immateriali dell'allegato V della L. 199/2025, ora allegati E ed F del testo unico. L'allegato IV ha tre gruppi:
- beni il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite sensori e azionamenti, come macchine utensili, robot, magazzini automatizzati;
- sistemi per l'assicurazione della qualità e della sostenibilità, compresi i componenti per la gestione intelligente dell'energia e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici;
- dispositivi per l'interazione uomo-macchina e per l'ergonomia e la sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0.
L'allegato V comprende software, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali per la trasformazione digitale, comprese soluzioni cloud e di cybersecurity. Tutti i beni devono essere interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura: un robot acquistato e lasciato fuori dal gestionale non dà diritto alla maggiorazione.
Impianti a fonti rinnovabili per l'autoconsumo
Rientrano i beni nuovi per autoprodurre energia da fonti rinnovabili destinata all'autoconsumo, anche a distanza, con gli accumuli asserviti. Per il fotovoltaico valgono solo i moduli dell'art. 12, comma 1, lettere b) e c) del D.L. 181/2023. L'impianto non può superare il 105% del fabbisogno della struttura, misurato sui consumi medi dell'esercizio precedente: con 2.000 MWh di consumi il tetto è 2.100 MWh di produzione. Tra le spese ammesse ci sono i gruppi di generazione, i trasformatori, gli impianti per il calore di processo, i servizi ausiliari e i sistemi di accumulo, entro i costi massimi dell'allegato 1 del decreto.
Gli investimenti tipici dei settori che seguiamo: apparecchiature dei centri diagnostici e delle cliniche private, linee di taglio e assemblaggio dei produttori di serramenti, impianti fotovoltaici in autoconsumo degli alberghi.
Chi è escluso
Restano fuori le imprese in liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa o concordato preventivo senza continuità, e quelle colpite da sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001. Il beneficio è inoltre subordinato al rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro e alla regolarità dei contributi previdenziali: prima della prenotazione controlliamo il DURC.
La procedura sulla piattaforma GSE, passo per passo
Il decreto interministeriale del 7 maggio 2026 fissa una sequenza rigida. Ogni comunicazione è verificata dal GSE entro 10 giorni; le integrazioni richieste vanno inviate entro altri 10. Se una comunicazione manca o arriva fuori termine, la procedura non si perfeziona e il beneficio non spetta.
- Comunicazione preventiva. Si invia prima di effettuare l'investimento, una o più per ciascuna struttura produttiva. Per struttura produttiva il decreto intende il sito sulla stessa particella catastale o su particelle contigue, con autonomia tecnica e organizzativa: due stabilimenti in comuni diversi richiedono comunicazioni distinte.
- Conferma con acconto del 20%. Entro 60 giorni dall'esito positivo del GSE si comunica la data e l'importo del pagamento con cui si raggiunge il 20% del costo di ogni bene. La conferma non può riguardare beni diversi né importi superiori a quelli prenotati.
- Completamento. Dopo l'interconnessione, e comunque entro il 15 novembre 2028, si trasmette la comunicazione di completamento con perizia e certificazione contabile. Anche qui non si possono aggiungere beni né aumentare gli importi.
- Comunicazioni periodiche. Ogni anno, entro il 20 gennaio, si comunicano gli investimenti e la previsione di utilizzo; entro il 30 giugno si integra con il piano di ammortamento.
Leasing
Con la locazione finanziaria la maggiorazione si applica ai canoni. Il 20% si considera raggiunto con la firma del contratto di leasing e dell'ordine di acquisto da parte della società concedente: l'impresa non deve versare un maxicanone per rispettare la soglia.
Da quando si deduce
La maggiorazione rileva dal periodo d'imposta in cui l'impresa trasmette la comunicazione di completamento, a condizione che il bene sia entrato in funzione nello stesso periodo e che l'esito del GSE sia positivo. Il completamento coincide con l'effettuazione dell'investimento secondo l'art. 109 del TUIR, a prescindere dai principi contabili; per gli impianti rinnovabili conta la data di fine lavori.
Perizia tecnica asseverata e certificazione contabile
Ogni investimento richiede due documenti distinti, firmati da professionisti diversi.
La perizia tecnica asseverata, con analisi tecnica, la rilascia un ingegnere o un perito industriale iscritto all'albo, oppure un ente di certificazione accreditato, con copertura assicurativa. Attesta che il bene ha le caratteristiche degli allegati, che è interconnesso e, per le rinnovabili, che rispetta i requisiti dell'impianto. Nel testo del decreto non c'è una soglia di valore sotto la quale basti un'autocertificazione: finché il GSE non indica diversamente, la prepariamo per ogni bene.
La certificazione contabile attesta l'effettivo sostenimento delle spese e la loro corrispondenza alla documentazione. Se la società ha la revisione legale la rilascia il revisore incaricato; se non ha questo obbligo serve un revisore legale o una società di revisione iscritti nella sezione A del registro.
Noi prepariamo il fascicolo contabile che revisore e perito devono esaminare: fatture, contratti, ordini, pagamenti, documenti di trasporto, verbali di collaudo e di interconnessione, registrazioni nel libro dei cespiti. Se il bene è conferito o valutato, coordiniamo anche le perizie di stima.
Cumulo con altri aiuti e cosa resta di Transizione 4.0 e 5.0
L'iperammortamento si cumula con altre agevolazioni nazionali ed europee sugli stessi costi, purché il sostegno complessivo non copra le medesime quote di costo. La base di calcolo è al netto delle altre sovvenzioni: se un macchinario da 1 milione riceve un contributo a fondo perduto, la maggiorazione si calcola sul costo che resta a carico dell'impresa.
Credito 4.0 per gli investimenti 2025
La L. 207/2024 aveva concesso il credito 4.0 per gli investimenti del 2025, o entro il 30 giugno 2026 con ordine accettato e acconto del 20% pagato entro il 31 dicembre 2025. Quella finestra è chiusa. Gli investimenti che ne beneficiano non possono avere anche l'iperammortamento: per un bene ordinato a fine 2025 e consegnato nel 2026 bisogna scegliere su quale binario stare, e la scelta va documentata.
Transizione 5.0
Le domande per il credito 5.0 sono chiuse: con il decreto del 6 novembre 2025 il Ministero ha comunicato l'esaurimento delle risorse. Il D.L. 38/2026 ha riconosciuto alle imprese rimaste scoperte un credito pari all'89,77% di quello richiesto, nel limite di 1.302,3 milioni, utilizzabile in F24 entro il 31 dicembre 2026. Chi ha questo residuo deve compensarlo nei prossimi mesi: lo gestiamo con il servizio visti di conformità e crediti fiscali.
Concordato preventivo biennale
In sede di conversione del D.L. 38/2026 la maggiorazione è stata inserita tra le voci dell'art. 16 del D.Lgs. 13/2024, che regola il reddito concordato. Chi ha aderito al concordato deve valutare con noi l'effetto sul reddito da dichiarare prima di contare sul risparmio.
Esempio: una manifattura che investe 6,4 milioni in un anno
Una SRL manifatturiera con esercizio solare completa e mette in funzione nel 2026 tre investimenti nella stessa struttura produttiva, tutti prenotati e confermati sul portale GSE:
- un centro di lavoro a controllo numerico, allegato IV, da 1.800.000 euro;
- una linea robotizzata di assemblaggio, allegato IV, da 4.000.000 euro;
- un impianto fotovoltaico in autoconsumo con moduli ammessi, entro il 105% del fabbisogno, da 600.000 euro.
| Fascia | Importo | Maggiorazione |
|---|---|---|
| fino a 2,5 milioni, al 180% | 2.500.000 € | 4.500.000 € |
| da 2,5 a 10 milioni, al 100% | 3.900.000 € | 3.900.000 € |
| Totale | 6.400.000 € | 8.400.000 € |
Il costo fiscalmente deducibile passa da 6,4 a 14,8 milioni. Con l'IRES al 24% la maggiorazione vale 2.016.000 euro di imposte in meno, distribuite negli anni secondo il piano di ammortamento fiscale di ciascun bene.
Per confermare la prenotazione la società deve aver pagato almeno 1.280.000 euro, il 20% del costo di ciascun bene, entro 60 giorni dall'esito del GSE. Se la linea robotizzata fosse presa in leasing, per quella quota basterebbero il contratto e l'ordine del concedente.
Il calcolo ha due condizioni pratiche. La prima: la società deve avere un reddito imponibile capiente, perché una deduzione su una perdita fiscale si traduce in perdite da riportare, non in imposte risparmiate subito. La seconda: l'acconto 2026 resta calcolato senza la maggiorazione, quindi il risparmio arriva con il saldo dell'anno successivo.
Gli errori che fanno perdere l'iperammortamento
- Ordinare e pagare prima della prenotazione. La comunicazione preventiva viene prima dell'investimento; senza, la procedura non si perfeziona.
- Acconto pagato oltre i 60 giorni dall'esito positivo, o sotto il 20% del costo di un singolo bene.
- Beni aggiunti o importi aumentati nella conferma o nel completamento: il GSE accetta solo ciò che è stato prenotato. Meglio prenotare con margine, a ragion veduta.
- Interconnessione rinviata all'anno dopo. Il bene consegnato a dicembre e collegato a febbraio sposta di un anno la deduzione.
- Comunicazioni periodiche dimenticate a gennaio e giugno.
- Perizia firmata da un soggetto non abilitato o certificazione contabile senza un revisore idoneo.
- Doppio beneficio con il credito 4.0 2025 sullo stesso bene, o base non nettata dai contributi ricevuti.
- Fotovoltaico sovradimensionato oltre il 105% del fabbisogno o con moduli non ammessi.
- Acconti di novembre ridotti contando sulla maggiorazione nel 2026.
- Fornitori extra UE scartati per un requisito che non esiste più.
Dopo l'investimento: cessioni, controlli e decadenza
Se il bene viene ceduto o destinato a una struttura all'estero durante il periodo di fruizione, le quote residue restano solo se nello stesso periodo d'imposta l'impresa lo sostituisce con un bene nuovo con caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori. Una vendita a novembre senza sostituzione entro dicembre fa perdere tutto ciò che restava da dedurre.
Il GSE controlla entro i termini di accertamento dell'art. 43 del DPR 600/1973. La decadenza, totale o parziale, scatta per cessione senza sostituzione, requisiti mancanti, documenti non conservati, dichiarazioni non veritiere o controlli impediti. In questi casi il GSE informa l'Agenzia delle Entrate, che recupera le imposte con interessi e sanzioni.
Per questo il fascicolo va tenuto per tutta la durata dell'ammortamento e poi fino alla scadenza dei termini di accertamento dell'ultimo anno di deduzione. Lo archiviamo con il bilancio di ogni esercizio, insieme al deposito del bilancio.
Come lavoriamo sull'iperammortamento
- Analisi del piano. Elenco dei beni, preventivi, schede tecniche, date di consegna e di interconnessione previste; verifica con il perito della categoria di ogni bene.
- Calcolo. Maggiorazione per fasce e annualità, risparmio atteso anno per anno, confronto tra acquisto e leasing, effetto su acconti e saldi.
- Prenotazione e conferma. Comunicazioni sul portale GSE, calendario dei pagamenti per arrivare al 20% nei 60 giorni.
- Completamento. Raccolta dei verbali di interconnessione, perizia, certificazione contabile, invio entro l'anno in cui il bene entra in funzione.
- Dichiarazione e anni successivi. Variazioni in diminuzione, comunicazioni del 20 gennaio e del 30 giugno, controllo di ogni cessione.
La revisione dei contenuti di questa pagina è curata dal Dott. Angelo Melillo, Dottore Commercialista iscritto all'Ordine di Avellino e revisore contabile.
Domande frequenti sull'iperammortamento 2026
L'iperammortamento 2026 si può ancora usare?
Sì. Copre gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028; la piattaforma GSE è operativa da giugno 2026 e le comunicazioni di completamento vanno inviate entro il 15 novembre 2028.
Come si applicano le percentuali del 180, 100 e 50%?
Per quote, come gli scaglioni: 180% sui primi 2,5 milioni investiti nell'anno, 100% sulla parte fino a 10 milioni, 50% su quella fino a 20 milioni. Oltre i 20 milioni non c'è maggiorazione.
L'iperammortamento è un credito d'imposta da compensare in F24?
No. È una deduzione extracontabile ai fini delle imposte sui redditi: si recupera in dichiarazione con le quote di ammortamento o i canoni di leasing. Non riduce l'IRAP e non si compensa con altri tributi.
Quali beni rientrano nell'iperammortamento?
I beni materiali e immateriali nuovi degli allegati IV e V della L. 199/2025, ora allegati E ed F del testo unico, interconnessi al sistema aziendale, e gli impianti a fonti rinnovabili per l'autoconsumo, con gli accumuli.
I macchinari devono essere prodotti in Europa?
No. Il requisito dei beni prodotti nell'UE o nello Spazio economico europeo è stato soppresso dal D.L. 38/2026, con effetto sugli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026.
Come funziona l'iperammortamento con il leasing?
La maggiorazione si applica ai canoni di locazione finanziaria. L'acconto del 20% richiesto per la conferma si considera raggiunto con la firma del contratto di leasing e dell'ordine di acquisto da parte della società concedente.
Cosa sono la prenotazione e l'acconto del 20% sul portale GSE?
Prima dell'investimento si invia una comunicazione preventiva per ogni struttura produttiva. Entro 60 giorni dall'esito positivo si conferma l'investimento indicando il pagamento che porta al 20% del costo di ciascun bene.
La perizia asseverata è obbligatoria per tutti i beni?
Il decreto attuativo non prevede soglie di esonero, quindi va considerata necessaria per ogni bene. La firma un ingegnere o un perito industriale iscritto all'albo, o un ente di certificazione accreditato; serve anche la certificazione contabile di un revisore legale.
Il fotovoltaico rientra nell'iperammortamento 2026?
Sì, se l'energia è destinata all'autoconsumo, anche a distanza, i moduli sono quelli dell'art. 12, comma 1, lettere b) e c) del D.L. 181/2023 e l'impianto non supera il 105% del fabbisogno della struttura.
Si può sommare con il credito 4.0 o con contributi a fondo perduto?
Non con il credito 4.0 per gli investimenti 2025 sullo stesso bene. Con altri aiuti sì, se non coprono le stesse quote di costo: la maggiorazione si calcola sul costo al netto dei contributi ricevuti.
Verifichiamo il tuo piano di investimenti
Mandaci l'elenco dei beni con preventivi e date previste di consegna. Ti diciamo quali rientrano, quanto vale la maggiorazione anno per anno e quale calendario rispettare sul portale GSE prima di firmare gli ordini.
Fonti e normativa
- D.Lgs. 117/2026, testo unico imposte sui redditi, art. 364
- L. 199/2025, legge di bilancio 2026, art. 1, commi 427-436 (Gazzetta Ufficiale)
- L. 199/2025 su Normattiva, testo aggiornato con le abrogazioni del D.Lgs. 117/2026
- D.L. 38/2026, artt. 7 e 8
- MIMIT: nuovo piano Transizione 5.0, iperammortamento
- Decreto interministeriale 7 maggio 2026, modalità attuative
- MIMIT: Piano Transizione 5.0, chiusura delle domande
- L. 207/2024, art. 1, comma 446: credito 4.0 per il 2025
- TUIR, art. 77: aliquota IRES
