Maxi-deduzione per le nuove assunzioni 2026: come si calcola e chi ne ha diritto

Calcoliamo la maxi-deduzione per le imprese che assumono: verifica dei due test occupazionali a fine anno, anche a livello di gruppo, base di calcolo sulla voce B9 del conto economico, quota dei lavoratori più tutelati, variazione in dichiarazione, acconti corretti e coordinamento con gli esoneri contributivi INPS.

In sintesi

  • Il costo dei nuovi assunti a tempo indeterminato si deduce con una maggiorazione del 20%, del 30% per i lavoratori delle categorie più tutelate.
  • Vale per i periodi d'imposta 2024, 2025, 2026 e 2027; per il 2026 l'incremento si misura rispetto alla media del 2025.
  • Servono due test a fine anno: i dipendenti a tempo indeterminato e il totale dei dipendenti, compresi i contratti a termine, devono superare la media dell'anno prima.
  • La base è il minore tra il costo dei nuovi assunti e l'aumento del costo del personale in bilancio; gli acconti si calcolano senza il beneficio.
  • Dal 2027 la norma passa nell'art. 104 del testo unico sui redditi che si applica da quella data, senza cambiare requisiti e percentuali.
  • Norma art. 4 D.Lgs. 216/2023; L. 207/2024, c. 399
  • Periodi 2024-2027
  • Maggiorazione 20% · 30%
  • Domanda nessuna, si applica in dichiarazione

Norme e dati verificati sulle fonti ufficiali il 12/10/2026.

Cosa facciamo per le imprese che assumono

La maxi-deduzione non ha domande né bandi, ed è proprio per questo che si sbaglia: si calcola da soli in dichiarazione, mesi dopo le assunzioni, quando l'organico è già cambiato. Basta un contratto a termine non rinnovato a dicembre o un pensionamento non considerato per far saltare il secondo test e perdere tutto. Per le imprese con decine o centinaia di dipendenti la verifica si imposta durante l'anno.

Per le imprese che aumentano il personale seguiamo:

  • il monitoraggio dell'organico durante l'anno, con le medie calcolate come richiede la norma;
  • la verifica dei due test occupazionali a fine periodo, anche a livello di gruppo;
  • il calcolo della base sul costo dei nuovi assunti e sulla voce B9 del bilancio;
  • l'individuazione dei lavoratori che danno diritto al 30%, con la documentazione;
  • la variazione in diminuzione nella dichiarazione e il calcolo degli acconti con il servizio di predisposizione F24;
  • il coordinamento con gli esoneri contributivi INPS e con le posizioni INPS dell'azienda.

La misura interessa soprattutto i settori ad alta intensità di personale che seguiamo: RSA, cliniche private, alberghi, ristoranti e imprese edili.

La maxi-deduzione vale per le assunzioni 2026?

Sì. La misura nasce con l'art. 4 del D.Lgs. 216/2023 per il periodo d'imposta 2024. La legge di bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, comma 399) l'ha estesa al periodo d'imposta successivo e ai due seguenti: per le imprese con esercizio solare il 2025, il 2026 e il 2027. La legge di bilancio 2026 non l'ha modificata; la richiama solo per dire che due nuovi esoneri contributivi si sommano alla maxi-deduzione senza riduzioni.

Il calcolo è «mobile». Per il 2026 l'incremento occupazionale si misura rispetto alla media del 2025, per il 2027 rispetto al 2026. Anche il requisito di anzianità di 365 giorni di attività si sposta di anno in anno.

Il D.L. 84/2025 ha corretto la norma con effetto dal 2024: nel conteggio dei cali di personale da sottrarre non si considerano più le società collegate, ma solo le controllate e quelle che fanno capo allo stesso soggetto. La circolare 1/E dell'Agenzia, di gennaio 2025, è precedente alla modifica e va letta tenendone conto.

Dal 2027 nel nuovo testo unico

Dal 1° gennaio 2027 l'art. 4 del D.Lgs. 216/2023 e i commi 399-400 della legge di bilancio 2025 sono abrogati dal D.Lgs. 117/2026, ma le stesse regole passano nell'art. 104, commi 10-18, del nuovo testo unico delle imposte sui redditi. L'elenco dei lavoratori più tutelati diventa l'allegato G. Per il 2027 la maxi-deduzione resta.

Come funziona: 120% e 130%

Per i titolari di reddito d'impresa e per i professionisti, il costo del personale assunto a tempo indeterminato che corrisponde a un incremento occupazionale è maggiorato del 20% ai fini del reddito: 100 euro di costo si deducono come 120. Per i lavoratori delle categorie meritevoli di maggiore tutela la maggiorazione sale al 30%, cioè 130.

Le categorie più tutelate comprendono, tra le altre:

  • lavoratori molto svantaggiati secondo il regolamento europeo GBER;
  • persone con disabilità e persone svantaggiate secondo la L. 381/1991;
  • donne con almeno due figli minori, o senza impiego da almeno sei mesi in aree e settori ammessi;
  • donne vittime di violenza;
  • giovani ammessi agli incentivi per l'occupazione giovanile del D.L. 48/2023;
  • lavoratori con sede di lavoro nelle regioni con PIL pro capite più basso rispetto alla media europea;
  • ex percettori del reddito di cittadinanza decaduti e non beneficiari dell'assegno di inclusione.

Il beneficio è una variazione in diminuzione nella dichiarazione dei redditi: non c'è nessuna domanda, nessun limite di risorse, nessun adempimento dedicato. Accertamento e sanzioni seguono le regole delle imposte sui redditi.

I due test occupazionali di fine anno

Il beneficio spetta solo se, alla fine del periodo d'imposta, sono superati due test insieme:

  1. Dipendenti a tempo indeterminato: il numero al 31 dicembre deve essere superiore alla media dei dipendenti a tempo indeterminato dell'anno precedente.
  2. Totale dei dipendenti: anche il numero complessivo, compresi i contratti a tempo determinato, deve essere superiore alla media complessiva dell'anno precedente. Se è uguale o inferiore, nessun costo è agevolabile.

La media si calcola sommando, per ogni dipendente, il rapporto tra giorni di lavoro previsti dal contratto e 365; i part-time contano in proporzione alle ore. L'esempio dell'Agenzia: un dipendente per tutto l'anno e uno per 180 giorni danno una media di 1,49.

Casi pratici

  • La trasformazione di un contratto a termine in tempo indeterminato conta nel primo test, ma se l'organico totale non cresce il secondo test fallisce: base invariata nei numeri, nessun beneficio. Il costo conta dalla data di conversione.
  • Pensionamenti e dimissioni riducono l'organico e vanno considerati.
  • L'apprendistato è, di regola, un contratto a tempo indeterminato.
  • Per il distacco conta la società distaccante; nella somministrazione l'utilizzatore conta i lavoratori in proporzione e può avere il beneficio se sono assunti a tempo indeterminato dall'agenzia.

Nei gruppi

Nei gruppi i test vanno superati sia dalla singola società sia a livello di gruppo interno, cioè tra le società residenti e le stabili organizzazioni in Italia. Non contano come nuovi assunti i dipendenti usciti da un'altra società del gruppo dal 30 dicembre 2023 e riassunti; i lavoratori trasferiti con cessione, conferimento o fusione d'azienda non contano come incremento. Un gruppo che assume in una società e riduce in un'altra può non avere alcun beneficio.

La base di calcolo e i costi che contano

Il costo agevolabile è il minore tra due importi:

  • il costo effettivo dei nuovi assunti a tempo indeterminato;
  • l'incremento complessivo del costo del personale nel conto economico, voce B9, rispetto all'anno precedente.

Valgono le voci B9 da a) a e): salari e stipendi, oneri sociali, TFR, trattamento di quiescenza, altri costi. Sono esclusi buoni pasto, formazione, vitto e alloggio in trasferta, auto aziendali in uso promiscuo, che stanno in altre voci, oltre agli oneri per stock option secondo IFRS 2 e agli accantonamenti. Per i professionisti i costi seguono il criterio di cassa.

Se l'incremento della voce B9 è più basso del costo dei nuovi assunti e tra questi ci sono lavoratori più tutelati, la base si ripartisce in proporzione: l'Agenzia, su 1.000.000 di euro di nuovi assunti ordinari e 600.000 di tutelati con un incremento di 1.200.000, applica il 20% a 750.000 euro e il 30% a 450.000 euro.

Chi può accedere e chi è escluso

Possono usare la maxi-deduzione le società di capitali e gli altri soggetti IRES, gli enti non commerciali per la sola attività commerciale e in proporzione ai ricavi commerciali, le stabili organizzazioni di non residenti, le società di persone, le imprese individuali e i professionisti, anche associati.

Sono esclusi:

  • chi non ha esercitato l'attività per almeno 365 giorni nel periodo precedente, requisito che si sposta di anno in anno;
  • le società in liquidazione ordinaria, in liquidazione giudiziale o in altre procedure liquidatorie, dall'inizio della procedura;
  • i forfettari e gli imprenditori agricoli con solo reddito agrario.

Le procedure di risanamento, invece, non escludono il beneficio. Per le società di capitali il calcolo si integra con la chiusura del bilancio e con la dichiarazione.

Esempio: una SRL che passa da 20 a 24 dipendenti stabili

Una SRL con esercizio solare ha avuto nel 2025 una media di 20 dipendenti a tempo indeterminato a tempo pieno e 2 a termine: media totale 22. Al 31 dicembre 2026 ha 24 dipendenti a tempo indeterminato e 1 a termine: 25 in totale.

  • Primo test: 24 è più di 20. Superato.
  • Secondo test: 25 è più di 22. Superato.

I 4 nuovi assunti costano 180.000 euro nel 2026, di cui 45.000 per una lavoratrice che rientra nelle categorie più tutelate. La voce B9 passa da 1.000.000 a 1.150.000 euro: l'incremento di 150.000 euro è inferiore al costo dei nuovi assunti, quindi la base è 150.000 euro.

Calcolo della maggiorazione 2026
QuotaBaseMaggiorazione
Lavoratori ordinari (75%)112.500 €20%
Lavoratrice più tutelata (25%)37.500 €30%
Variazione in diminuzione33.750 €

All'IRES del 24% sono 8.100 euro di imposta in meno. Se a fine 2026 l'organico totale fosse stato di 22 persone, pari alla media, il beneficio sarebbe stato zero, anche con 4 nuovi contratti a tempo indeterminato.

Su scala maggiore, una clinica che assume 30 persone a tempo indeterminato con un costo di 1.200.000 euro e un incremento della voce B9 superiore ha una variazione di 240.000 euro: 57.600 euro di IRES in meno, se i due test sono superati.

Per l'acconto IRES 2027 con il metodo storico, l'imposta 2026 va ricalcolata senza la maggiorazione.

Acconti, esoneri contributivi e bonus INPS 2026

Acconti

Il beneficio non riduce gli acconti. Con il metodo storico, per gli acconti 2026, 2027 e 2028 l'imposta dell'anno precedente si ricalcola senza la maggiorazione. Con il metodo previsionale, per gli acconti 2025, 2026 e 2027 non si tiene conto della proroga. Chi riduce gli acconti contando sulla maxi-deduzione versa meno del dovuto.

Esoneri della legge di bilancio 2026

La L. 199/2025 ha introdotto due esoneri contributivi che si sommano alla maxi-deduzione senza alcuna riduzione:

  • esonero del 100% dei contributi a carico del datore, fino a 8.000 euro l'anno, per l'assunzione dal 2026 di madri di almeno tre figli minori senza impiego retribuito da sei mesi: 24 mesi se a tempo indeterminato, entro 5,7 milioni di risorse per il 2026;
  • esonero del 100% fino a 3.000 euro l'anno, per 24 mesi, per chi trasforma in part-time il contratto di lavoratori con almeno tre figli senza ridurre il monte ore complessivo; serve un decreto attuativo.

Bonus giovani, donne e ZES 2026

Il D.L. 62/2026, attuato dalle circolari INPS 55, 56 e 57 del 14 maggio 2026, prevede per le assunzioni a tempo indeterminato del 2026 un esonero del 100% dei contributi a carico del datore: fino a 500 euro al mese per gli under 35 (650 nella ZES unica), fino a 650 euro per le donne svantaggiate (800 nella ZES) e fino a 650 euro per gli over 35 disoccupati da 24 mesi assunti nella ZES da datori fino a 10 dipendenti. Le domande si presentano dal giugno 2026 sul Portale delle Agevolazioni INPS e richiedono, tra l'altro, il DURC: lo verifichiamo con il servizio di verifica della regolarità contributiva.

Il rapporto tra questi bonus e la maxi-deduzione non è disciplinato in modo espresso nelle fonti che abbiamo esaminato: lo valutiamo caso per caso. Le domande per i bonus del decreto Coesione, per le assunzioni dal settembre 2024 al 2025, si sono chiuse il 30 settembre 2026.

Gli errori che fanno perdere la maxi-deduzione

  • Controllare solo i tempi indeterminati e dimenticare il test sul totale, contratti a termine compresi.
  • Contare le stabilizzazioni come nuove assunzioni quando l'organico totale non cresce.
  • Ignorare pensionamenti e dimissioni nel calcolo delle medie.
  • Assumere in una società del gruppo mentre un'altra riduce il personale.
  • Usare il costo dei nuovi assunti senza confrontarlo con l'incremento della voce B9.
  • Includere buoni pasto, formazione, auto promiscue o accantonamenti nella base.
  • Ridurre gli acconti contando sulla maggiorazione.
  • Applicare il 130% senza documentare la categoria del lavoratore.
  • Pensare che dal 2027 la misura finisca: passa nel nuovo testo unico.

Come lavoriamo sulla maxi-deduzione

  1. Inizio anno: media dell'anno precedente per tempo indeterminato e totale, anche di gruppo.
  2. Durante l'anno: controllo delle assunzioni, delle cessazioni e delle scadenze dei contratti a termine rispetto ai due test.
  3. Chiusura: verifica dei test al 31 dicembre, costo dei nuovi assunti, incremento B9, quota dei lavoratori più tutelati.
  4. Dichiarazione: variazione in diminuzione e calcolo degli acconti senza beneficio.
  5. Bonus contributivi: requisiti, domande INPS e cumulo.

Pagina verificata sulle fonti di Normattiva, Agenzia delle Entrate e INPS Revisione: Dott. Angelo Melillo (ODCEC Avellino).

Domande frequenti sulla maxi-deduzione per nuove assunzioni

La maxi-deduzione vale per le assunzioni del 2026?

Sì. La legge di bilancio 2025 l'ha estesa ai periodi d'imposta 2025, 2026 e 2027 per le imprese con esercizio solare. Per il 2026 l'incremento si misura rispetto alla media del 2025.

Quanto vale la maxi-deduzione: 120% o 130%?

Il costo dei nuovi assunti si deduce al 120%; al 130% per i lavoratori delle categorie meritevoli di maggiore tutela, come disabili, donne con almeno due figli minori o giovani ammessi agli incentivi per l'occupazione giovanile.

Chi è escluso dalla maxi-deduzione?

Le imprese con meno di 365 giorni di attività nel periodo precedente, le società in liquidazione o in procedure liquidatorie, i forfettari e gli imprenditori agricoli con solo reddito agrario.

Come si calcola l'incremento occupazionale?

A fine anno sia i dipendenti a tempo indeterminato sia il totale dei dipendenti, compresi quelli a termine, devono superare la media dell'anno precedente. La media somma per ogni dipendente i giorni di lavoro diviso 365.

La trasformazione da tempo determinato a indeterminato dà diritto alla maxi-deduzione?

Solo se l'organico totale cresce. Se il numero complessivo dei dipendenti resta uguale, il secondo test non è superato. Il costo conta dalla data della trasformazione.

Quali costi rientrano nella maxi-deduzione?

Le voci B9 del conto economico: stipendi, oneri sociali, TFR e simili. Sono esclusi buoni pasto, formazione, trasferte, auto in uso promiscuo, stock option e accantonamenti. La base è il minore tra costo dei nuovi assunti e incremento della voce B9.

Come funziona la maxi-deduzione nei gruppi?

I test vanno superati sia dalla singola società sia dal gruppo interno. Non contano i dipendenti usciti da altre società del gruppo dal 30 dicembre 2023 e riassunti.

Come si calcolano gli acconti con la maxi-deduzione?

Senza il beneficio: con il metodo storico l'imposta dell'anno precedente si ricalcola senza maggiorazione per gli acconti 2026, 2027 e 2028; con il previsionale non si considera la proroga per il 2025, 2026 e 2027.

La maxi-deduzione si somma agli esoneri contributivi?

La legge di bilancio 2026 prevede espressamente il cumulo senza riduzioni con i due nuovi esoneri per madri con almeno tre figli e per le trasformazioni in part-time. Per i bonus giovani, donne e ZES del D.L. 62/2026 il cumulo va verificato caso per caso.

Cosa cambia per la maxi-deduzione dal 2027?

Dal 1° gennaio 2027 la norma passa nell'art. 104 del nuovo testo unico delle imposte sui redditi, commi 10-18, con le stesse regole; l'elenco dei lavoratori più tutelati diventa l'allegato G.

Verifichiamo la tua maxi-deduzione 2026

Mandaci l'elenco del personale 2025 e 2026 con date di assunzione e cessazione, tipo di contratto e la voce B9 dei due bilanci. Ti diciamo se i test sono superati, quanto vale la maggiorazione e cosa fare entro fine anno.

Richiedi la verifica

Fonti e normativa

Pagina pubblicata il 12/10/2026, ultima verifica delle fonti il 12/10/2026. Le informazioni sono generali e non sostituiscono l'analisi del singolo caso.

Altre agevolazioni per le imprese