Credito d'imposta ZES unica 2026-2028 per le imprese che investono al Sud

Assistiamo le imprese che investono nella ZES unica in tutto il percorso: verifica del settore e del progetto, calcolo dell'intensità per regione e dimensione, comunicazione preventiva e integrativa all'Agenzia delle Entrate, raccordo con il revisore per la certificazione, compensazione in F24 e controllo dei vincoli quinquennali.

In sintesi

  • Il credito copre gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028 in strutture produttive di Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Molise, Abruzzo e, dal 2026, Marche e Umbria.
  • L'intensità va dal 15% per le grandi imprese nelle zone di Abruzzo, Marche e Umbria al 70% per le piccole imprese nell'area di Taranto.
  • Per gli investimenti 2026 la comunicazione preventiva andava inviata entro il 30 maggio 2026; chi l'ha inviata deve trasmettere l'integrativa dal 3 al 17 gennaio 2027, pena la decadenza.
  • Il credito effettivo è ridotto in proporzione alle risorse: per il 2025 l'Agenzia ha riconosciuto il 60,3811% di quanto richiesto.
  • Progetti da 200.000 euro a 100 milioni; terreni e immobili entro il 50% dell'investimento; utilizzo solo in F24 con codice 7034.
  • Norma art. 16 D.L. 124/2023 e L. 199/2025, commi 438-452
  • Investimenti dal 1/1/2026 al 31/12/2028
  • Intensità dal 15% al 70%
  • Codice tributo 7034

Norme e dati verificati sulle fonti ufficiali il 12/10/2026.

Cosa facciamo per chi investe nella ZES unica

Il credito ZES unica è il contributo più alto che un'impresa può ottenere oggi in Italia su un capannone o una linea produttiva: per una media impresa in Campania arriva alla metà della spesa. Il percorso però non perdona. Si comunica l'investimento all'Agenzia delle Entrate in una finestra di due mesi, lo si conferma a gennaio con la certificazione del revisore e solo dopo si scopre quanta parte del credito spetta davvero. Chi salta una scadenza perde tutto, anche se ha già pagato i fornitori.

Per le imprese che investono nelle regioni della ZES unica ci occupiamo di:

  • verifica del codice ATECO, della dimensione d'impresa e della zona in cui si trova la struttura produttiva;
  • impostazione del progetto di investimento iniziale e calcolo del credito teorico secondo la Carta degli aiuti a finalità regionale;
  • comunicazione preventiva e comunicazione integrativa con il software dell'Agenzia, come intermediari abilitati;
  • raccordo con il revisore che certifica le spese e con chi segue la parte autorizzativa;
  • compensazione del credito in F24 e indicazione nella dichiarazione dei redditi;
  • controllo dei vincoli per i cinque anni successivi: beni, sede, cumulo con altri aiuti.

Il credito ZES rientra nel nostro servizio di finanza agevolata nazionale ed europea e si integra con la contabilità ordinaria della società, dove i beni vanno registrati con i riferimenti necessari ai controlli.

Stato della misura e calendario 2026-2029

La misura è attiva. La legge di bilancio 2026 (L. 199/2025, commi 438-452) ha esteso il credito dell'art. 16 del D.L. 124/2023 agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028, con risorse decrescenti: 2.300 milioni per il 2026, 1.000 milioni per il 2027 e 750 milioni per il 2028.

Le finestre per comunicare gli investimenti
Investimenti dell'annoComunicazione preventivaComunicazione integrativa
2026dal 31 marzo al 30 maggio 2026 (chiusa)dal 3 al 17 gennaio 2027
2027dal 31 marzo al 30 maggio 2027dal 3 al 17 gennaio 2028
2028dal 31 marzo al 30 maggio 2028dal 3 al 17 gennaio 2029

Chi non ha presentato la comunicazione preventiva entro maggio 2026 non può più ottenere il credito per le spese del 2026. Chi l'ha presentata ha davanti la scadenza più delicata: l'integrativa di gennaio 2027. È richiesta a pena di decadenza e deve indicare il credito maturato, le fatture elettroniche e gli estremi della certificazione. L'Agenzia considera tempestiva anche un'integrativa inviata tra il 13 e il 17 gennaio e scartata dal sistema, se ritrasmessa entro il 22 gennaio 2027.

Per chi progetta investimenti nel 2027 la finestra utile apre il 31 marzo 2027. La preventiva comprende le spese già sostenute dal 1° gennaio e quelle previste fino al 31 dicembre: è il momento in cui il budget dell'anno deve essere già definito.

Il D.Lgs. 117/2026, che riscrive le regole sulle imposte dei redditi a partire dal 2027, non abroga né l'art. 16 del D.L. 124/2023 né i commi della legge di bilancio dedicati alla ZES: le regole restano quelle descritte qui.

Dove e chi: territorio, settori esclusi, dimensione

Il credito spetta alle imprese che acquisiscono beni destinati a strutture produttive nelle zone assistite di Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise e nelle zone assistite di Abruzzo, Marche e Umbria. Marche e Umbria sono entrate con la legge di bilancio 2026. Non basta la sede legale al Sud: conta dove si trova lo stabilimento in cui i beni sono impiegati. Se l'investimento apre un nuovo sito, va gestita anche l'apertura dell'unità locale.

Settori esclusi

La norma esclude siderurgia, carbone e lignite, trasporti e relative infrastrutture, produzione, stoccaggio, trasmissione e distribuzione di energia, banda larga, settori creditizio, finanziario e assicurativo. L'Agenzia traduce l'elenco in codici ATECO: tra gli altri 24.1, 49, 50 (tranne 50.10.00 e 50.30.00), 51, 35.11-35.14 e 35.16, 64, 65 e 66. Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti restano ammessi: per questo l'autotrasporto di merci è escluso, un polo logistico può non esserlo.

Sono escluse anche le imprese in liquidazione o scioglimento, quelle in difficoltà secondo il regolamento europeo GBER e la produzione primaria agricola, della pesca e dell'acquacoltura, che ha un credito distinto con 100 milioni l'anno per il 2026-2028 e un proprio modello.

Dimensione

Piccola, media o grande impresa si determina con i criteri europei, considerando le imprese associate e collegate. La classificazione sposta l'intensità di 10 o 20 punti: un errore sul gruppo di appartenenza cambia il credito di centinaia di migliaia di euro.

Quanto vale: intensità per regione e dimensione

Il credito è pari all'intensità massima prevista dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027. Per i progetti fino a 50 milioni di costi ammissibili le istruzioni dell'Agenzia riportano:

Intensità massima per progetti fino a 50 milioni
AreaPiccoleMedieGrandi
Campania, Puglia, Calabria, Sicilia60%50%40%
Basilicata, Sardegna, Molise50%40%30%
Area di Taranto (fondo per la transizione giusta)70%60%50%
Sulcis Iglesiente (fondo per la transizione giusta)60%50%40%
Zone assistite di Abruzzo, Marche, Umbria35%25%15%

Sopra i 50 milioni il calcolo cambia: le PMI hanno la stessa intensità delle grandi imprese e l'aiuto si riduce con la formula dei grandi progetti, R × (A + 0,50 × B), dove A sono i primi 55 milioni e B la parte da 55 a 100 milioni. Gli investimenti nelle tecnologie critiche della piattaforma europea STEP hanno 10 punti in più nelle zone a e 5 punti nelle zone c.

Il riparto: perché il credito effettivo è più basso

Il credito calcolato non è quello che si incassa. Dopo le integrative di gennaio, l'Agenzia confronta il totale richiesto con le risorse dell'anno e pubblica, entro dieci giorni, una percentuale da applicare a tutti; il risultato si tronca all'unità di euro ed è visibile nel cassetto fiscale. Per gli investimenti 2025 la percentuale è stata del 60,3811%. Le imprese che non avevano ottenuto il credito Transizione 5.0 sugli stessi beni hanno poi ricevuto un credito aggiuntivo del 14,6189%, da usare in F24 con codice 7041 entro il 31 dicembre 2026.

Le risorse 2027 sono meno della metà di quelle 2026 (1.000 contro 2.300 milioni) e quelle 2028 sono un terzo. Se le richieste restassero vicine a quelle degli anni scorsi, la percentuale scenderebbe: è una nostra valutazione, non un dato, ma per questo nei piani finanziari mettiamo il credito ZES in più scenari e non al 100%.

Quali investimenti sono ammessi

Sono agevolabili, all'interno di un progetto di investimento iniziale:

  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi, acquistati o presi in leasing, destinati a strutture già esistenti o da impiantare;
  • terreni;
  • immobili strumentali acquistati, costruiti o ampliati, anche se già utilizzati da altri.

Il progetto iniziale deve rientrare in una delle categorie europee: creazione di un nuovo stabilimento, ampliamento della capacità di uno esistente, diversificazione della produzione con prodotti nuovi, cambiamento fondamentale del processo produttivo. La sostituzione di un macchinario identico, senza un effetto di questo tipo, non basta.

I limiti

  • Il costo complessivo del progetto deve essere almeno di 200.000 euro, calcolato al lordo dei costi non ammissibili; il massimo è 100 milioni per progetto.
  • Terreni e immobili non possono superare il 50% del valore dell'investimento agevolato.
  • Per il leasing conta il costo sostenuto dalla società di leasing per comprare il bene, senza le spese di manutenzione.
  • Sono esclusi i beni destinati alla vendita o trasformati per essere venduti e i materiali di consumo.
  • I costi si considerano al netto dell'IVA, salvo la parte indetraibile.

I settori dove vediamo più investimenti di questo tipo sono le cliniche private e le RSA che ampliano le strutture, gli alberghi che acquistano o ampliano immobili, i centri diagnostici con nuove apparecchiature e i produttori di serramenti con nuove linee.

Comunicazioni all'Agenzia e certificazione delle spese

Le comunicazioni si inviano solo con il software gratuito dell'Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite un intermediario abilitato. I modelli per gli investimenti 2026-2028 sono stati approvati con il provvedimento del 30 gennaio 2026.

  1. Preventiva (31 marzo - 30 maggio). Indica le spese ammissibili sostenute dal 1° gennaio e quelle previste fino a fine anno, il tipo di progetto iniziale e gli altri aiuti sugli stessi costi. Il legale rappresentante firma una dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
  2. Integrativa (3 - 17 gennaio). Riporta gli investimenti effettivamente realizzati, che non possono superare quelli della preventiva, il credito maturato, le fatture elettroniche e la certificazione.
  3. Percentuale. Entro dieci giorni dalla scadenza delle integrative l'Agenzia pubblica la percentuale di riparto e i dati per regione e per dimensione d'impresa.

La regola dell'integrativa non superiore alla preventiva ha una conseguenza pratica: chi a maggio sottostima gli investimenti dell'anno non può recuperare a gennaio. Nella preventiva conviene indicare tutto ciò che è ragionevolmente programmato, con preventivi e ordini a supporto.

La certificazione delle spese

L'effettivo sostenimento delle spese è certificato dal revisore legale della società. Le imprese senza obbligo di revisione si rivolgono a un revisore o a una società di revisione con iscrizione nella sezione A del registro. Se la società è vicina alle soglie che rendono obbligatorio l'organo di controllo, conviene affrontare insieme le due cose con la nomina dell'organo di controllo.

Autorizzazione unica

Per costruire o ampliare uno stabilimento nella ZES si può chiedere l'autorizzazione unica allo sportello unico digitale (S.U.D. ZES): sostituisce tutti i titoli abilitativi necessari e la ricevuta dell'istanza indica i termini oltre i quali il silenzio vale come accoglimento. È una procedura amministrativa distinta dal credito, ma i tempi del cantiere influiscono sulle date dell'investimento.

Come si usa il credito: F24, dichiarazione, cumulo

Il credito si usa solo in compensazione con il modello F24, attraverso i servizi telematici dell'Agenzia, con il codice tributo 7034 e l'anno di riferimento. Per gli investimenti con fattura elettronica si può compensare dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione della percentuale e alla ricevuta dell'integrativa. Per il leasing e per le spese senza fattura elettronica serve prima la verifica della certificazione da parte del Centro Operativo di Cagliari, a cui la documentazione va inviata entro 30 giorni.

Non si applica il limite annuo di compensazione dei crediti fiscali: un credito di un milione si può usare per intero già nel primo anno, se ci sono debiti da compensare. Va indicato nella dichiarazione dei redditi dell'anno di riconoscimento e di quelli successivi, fino all'esaurimento. Le deleghe le prepariamo con il servizio di predisposizione F24 e il controllo dei crediti con quello dei visti di conformità e crediti fiscali.

Cumulo con altri aiuti

Il credito ZES si cumula con aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato sugli stessi costi, purché il totale non superi l'intensità massima della Carta. Il calcolo si fa applicando la percentuale al costo dei beni e sottraendo gli aiuti già concessi o richiesti. Con l'iperammortamento il rapporto va valutato caso per caso: la maggiorazione ammette il cumulo se gli aiuti non coprono le stesse quote di costo e si calcola sul costo al netto degli altri contributi.

Esempio: una media impresa campana che amplia lo stabilimento

Una SRL che rientra nella definizione europea di media impresa, con stabilimento in Campania, programma per il 2027 l'ampliamento della capacità produttiva e lo comunica tra il 31 marzo e il 30 maggio 2027:

  • macchinari nuovi per 900.000 euro;
  • ampliamento del capannone per 600.000 euro, pari al 40% del progetto e quindi entro il limite del 50%;
  • un aiuto de minimis di 20.000 euro già ottenuto sugli stessi beni.

Con l'intensità del 50% il credito teorico è 750.000 euro; tolti i 20.000 euro dell'altro aiuto restano 730.000 euro da indicare nell'integrativa di gennaio 2028. Se la percentuale di riparto fosse uguale a quella del 2025, il credito utilizzabile in F24 sarebbe 440.782 euro. Se le risorse bastassero per tutti, resterebbero 730.000 euro: nel piano finanziario della società teniamo entrambe le ipotesi.

Lo stesso progetto da 1,5 milioni varrebbe in teoria 225.000 euro per una grande impresa in Abruzzo e 1.050.000 euro per una piccola impresa nell'area di Taranto, prima del riparto. Un progetto da 180.000 euro, invece, è sotto la soglia minima e non dà diritto a nulla.

Gli errori che costano il credito ZES

  • Perdere la finestra di primavera. Senza preventiva entro il 30 maggio non c'è credito per le spese dell'anno, anche se sono state pagate.
  • Dimenticare l'integrativa di gennaio o inviarla senza certificazione ed estremi delle fatture: decadenza.
  • Preventiva prudente. A gennaio non si può dichiarare più di quanto comunicato a maggio.
  • Budget al 100%. Contare sull'intero credito quando il riparto 2025 ne ha riconosciuto circa il 60%.
  • Immobili sopra il 50% del progetto o progetto sotto i 200.000 euro.
  • Beni usati diversi dagli immobili o materiali di consumo inseriti nelle spese.
  • Codice ATECO escluso scoperto solo dopo l'investimento.
  • Dimensione d'impresa sbagliata per aver ignorato le società collegate.
  • Altri aiuti non sottratti dal credito sugli stessi beni.
  • Codice tributo sbagliato o compensazione prima della ricevuta di riconoscimento.

Vincoli dopo l'investimento e revoca

Tre obblighi accompagnano il credito per anni.

  • Entrata in funzione. Se i beni non entrano in funzione entro il secondo periodo d'imposta successivo a quello di acquisizione o ultimazione, il credito viene rideterminato.
  • Mantenimento dei beni. Se entro il quinto periodo d'imposta successivo all'entrata in funzione i beni sono dismessi, ceduti, destinati a finalità estranee all'impresa o spostati in un'altra struttura produttiva, il credito si ridetermina e la differenza va restituita con il versamento del saldo delle imposte. Per il leasing vale anche il mancato riscatto.
  • Mantenimento dell'attività. L'impresa deve restare operativa nell'area dell'investimento per almeno cinque anni dal completamento; in caso contrario i benefici vengono revocati.

Prima di vendere un macchinario agevolato, cedere un ramo d'azienda o trasferire la produzione, il calcolo del credito da restituire va fatto in anticipo: spesso cambia la convenienza dell'operazione.

Come lavoriamo sul credito ZES

  1. Verifica di accesso. Codice ATECO, zona assistita, dimensione con le società collegate, tipo di progetto iniziale.
  2. Calcolo e scenari. Intensità, limite degli immobili, altri aiuti, credito teorico e credito con diverse percentuali di riparto.
  3. Comunicazione preventiva tra il 31 marzo e il 30 maggio, con preventivi e ordini a supporto.
  4. Chiusura dell'anno. Raccolta fatture e pagamenti, certificazione del revisore, integrativa tra il 3 e il 17 gennaio.
  5. Utilizzo e controllo. Compensazioni in F24, dichiarazione dei redditi, monitoraggio di beni e sede per cinque anni.

Seguiamo imprese in tutte le regioni della ZES, anche a distanza: tra le nostre pagine territoriali ci sono Napoli, Bari, Palermo, Taranto, Cagliari e Pescara. Testi e calcoli di questa pagina sono rivisti dal Dott. Angelo Melillo, commercialista dell'Ordine di Avellino.

Domande frequenti sul credito d'imposta ZES unica

Il credito d'imposta ZES unica vale anche nel 2027 e nel 2028?

Sì. La legge di bilancio 2026 lo ha esteso agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028, con 2.300 milioni per il 2026, 1.000 milioni per il 2027 e 750 milioni per il 2028.

Posso ancora chiedere il credito ZES per gli investimenti del 2026?

Solo se hai inviato la comunicazione preventiva tra il 31 marzo e il 30 maggio 2026. In quel caso devi trasmettere la comunicazione integrativa dal 3 al 17 gennaio 2027. Per gli investimenti 2027 la finestra apre il 31 marzo 2027.

Cosa succede se non invio la comunicazione integrativa a gennaio?

Si decade dall'agevolazione. L'integrativa indica gli investimenti realizzati, il credito maturato, le fatture elettroniche e la certificazione delle spese, e non può superare l'importo della preventiva.

Quanto vale il credito ZES nella mia regione?

Per progetti fino a 50 milioni va dal 15% per le grandi imprese nelle zone di Abruzzo, Marche e Umbria al 70% per le piccole imprese nell'area di Taranto. In Campania, Puglia, Calabria e Sicilia è 60% per le piccole, 50% per le medie e 40% per le grandi.

Perché il credito riconosciuto è più basso di quello richiesto?

Perché l'Agenzia applica a tutti una percentuale di riparto pari al rapporto tra risorse e richieste. Per gli investimenti 2025 è stata del 60,3811%, con un credito aggiuntivo del 14,6189% per chi non aveva il credito Transizione 5.0 sugli stessi beni.

Gli immobili rientrano nel credito ZES? Anche se usati?

Sì: terreni e immobili strumentali acquistati, costruiti o ampliati, anche se già usati da altri. Insieme non possono superare il 50% del valore complessivo dell'investimento agevolato.

Il credito ZES spetta anche sui beni in leasing?

Sì. Si considera il costo sostenuto dalla società di leasing per acquistare il bene, senza le spese di manutenzione. Il mancato riscatto entro il quinto periodo d'imposta comporta la rideterminazione del credito.

Chi rilascia la certificazione delle spese per la ZES?

Il revisore legale della società. Se l'impresa non è obbligata alla revisione, la firma un revisore persona fisica o una società di revisione, purché iscritti alla sezione A del registro dei revisori legali.

Con quale codice tributo si compensa il credito ZES?

Con il codice 7034 nel modello F24, inviato con i servizi telematici dell'Agenzia. Il codice 7041 serve solo per il credito aggiuntivo relativo agli investimenti 2025, utilizzabile fino al 31 dicembre 2026.

Quali attività sono escluse dal credito ZES?

Siderurgia, carbone e lignite, trasporti e relative infrastrutture, energia, banda larga, credito, finanza e assicurazioni, oltre a imprese in liquidazione o in difficoltà. L'agricoltura primaria e la pesca hanno un credito separato.

Prepariamo l'integrativa o il piano 2027

Se hai inviato la preventiva 2026, mandaci la ricevuta e le fatture: verifichiamo l'integrativa di gennaio. Se investi nel 2027, mandaci il progetto: calcoliamo credito, limiti e scenari prima della finestra di marzo.

Richiedi la verifica del credito ZES

Fonti e normativa

Pagina pubblicata il 12/10/2026, ultima verifica delle fonti il 12/10/2026. Le informazioni sono generali e non sostituiscono l'analisi del singolo caso.

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