In breve
- Per chi: imprese individuali, SNC, SAS, SRL e SPA di produzione, commercio, servizi, sanità, edilizia e turismo.
- Contabilità: semplificata sotto 500.000 euro di ricavi (servizi) o 800.000 euro (altre attività), ordinaria sopra queste soglie e sempre per le società di capitali.
- Ogni anno: bilancio, dichiarazioni, IVA, imposte e acconti comunicati con anticipo.
- In più: controllo di gestione, documenti per la banca, Fondo di garanzia, agevolazioni per investimenti e assunzioni.
- Come: commercialista dedicato, area riservata online, incontri in studio in Via Terminio 10 ad Avellino o in videoconsulenza.
- Semplificata fino a 500.000 / 800.000 euro
- Adeguati assetti art. 2086 c.c.
- Bilancio entro 120 giorni
- Prima consulenza gratuita
Cosa serve davvero a una piccola impresa dal suo commercialista
Una piccola impresa non ha bisogno solo di qualcuno che registri le fatture e mandi gli F24. Ha bisogno di sapere, durante l'anno e non a giugno, quanto sta guadagnando, quante imposte pagherà e se ha la liquidità per pagarle. Per questo il nostro lavoro con le imprese parte dalla contabilità ma arriva alle decisioni: prezzi, investimenti, assunzioni, finanziamenti.
Ogni impresa ha un commercialista dedicato, iscritto all'Albo, che conosce il settore e i numeri dell'azienda. Le scadenze vengono comunicate in anticipo, con gli importi, così il titolare può organizzare i pagamenti. I documenti si caricano dall'area riservata, da computer o smartphone; le fatture elettroniche le riceviamo direttamente con la delega al cassetto fiscale.
Contabilità per piccole imprese: semplificata o ordinaria
Le società di capitali tengono sempre la contabilità ordinaria. Le imprese individuali e le società di persone possono restare in contabilità semplificata se nell'anno precedente i ricavi non hanno superato le soglie dell'art. 18 del DPR 600/1973. Le stesse soglie valgono per scegliere la liquidazione IVA trimestrale invece di quella mensile.
| Attività | Soglia di ricavi per la contabilità semplificata |
|---|---|
| Prestazioni di servizi | 500.000 euro |
| Altre attività (commercio, produzione) | 800.000 euro |
Le differenze pratiche tra i due regimi:
- Semplificata: niente libro giornale e libro inventari, si tengono i registri IVA o un registro degli incassi e dei pagamenti; il reddito si calcola in base a ricavi incassati e costi pagati, con alcune eccezioni (ad esempio gli ammortamenti). È più leggera, ma dà meno informazioni sull'andamento dell'azienda.
- Ordinaria: partita doppia, libro giornale, libro inventari, stato patrimoniale e conto economico; il reddito segue la competenza. Dà un quadro completo di crediti, debiti e magazzino ed è quella che le banche capiscono meglio.
Chi supera la soglia passa alla contabilità ordinaria dal 1° gennaio dell'anno successivo. Anche sotto soglia si può scegliere l'ordinaria: spesso conviene a chi chiede finanziamenti, ha un magazzino importante o vuole sapere davvero quanto guadagna. Ne parliamo nella pagina sulla contabilità ordinaria.
I servizi per le imprese
- Contabilità e bilancio: tenuta della contabilità ordinaria o semplificata, liquidazioni IVA, registri, bilancio d'esercizio e deposito in Camera di commercio.
- Imposte e dichiarazioni: dichiarazione dei redditi, IRAP, IVA, modello 770 e certificazioni uniche, con calcolo di acconti e saldi in anticipo.
- Pianificazione fiscale: prima della chiusura dell'anno guardiamo insieme i numeri: investimenti da anticipare o rinviare, ammortamenti, compensi degli amministratori, scelta del regime più adatto.
- Controllo di gestione: situazioni contabili periodiche, margini per linea di prodotto o per commessa, budget e confronto con il consuntivo, in numeri leggibili anche da chi non è del mestiere.
- Banca e credito: bilancio leggibile, rendiconto finanziario, piano degli investimenti e verifica della garanzia del Fondo di garanzia PMI.
- Agevolazioni: iperammortamento, credito ZES unica, Nuova Sabatini, maxi-deduzione per le assunzioni.
- Pratiche societarie e camerali: variazioni di sede, soci e amministratori, PEC, deposito dei bilanci e degli atti.
Adeguati assetti: un obbligo, non una formalità
Dal 2019 il codice civile chiede all'imprenditore che opera in forma societaria o collettiva di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, anche per rilevare per tempo la crisi (art. 2086, secondo comma, c.c.). In pratica significa avere una contabilità aggiornata, un minimo di previsione dei flussi di cassa e qualcuno che li guardi.
Per una PMI questo non vuol dire costruire un ufficio controllo di gestione. Vuol dire impostare con il commercialista pochi strumenti, usati davvero:
- una situazione contabile infrannuale, almeno trimestrale;
- un prospetto dei flussi di cassa dei mesi successivi, con imposte, contributi e rate dei finanziamenti;
- il confronto con l'anno precedente e con il budget;
- la verifica dei debiti fiscali e previdenziali scaduti, che sono tra i primi segnali di difficoltà.
Liquidità e imposte: evitare le sorprese di giugno e novembre
Il momento più critico per la cassa di una piccola impresa è quando arrivano insieme saldo e acconti delle imposte. Un anno buono si paga due volte: il saldo dell'anno appena chiuso e il primo acconto dell'anno in corso, calcolato sullo stesso reddito. A novembre arriva il secondo acconto.
Per evitarlo facciamo tre cose:
- a metà anno stimiamo il reddito e le imposte, così il titolare può accantonare ogni mese la somma giusta;
- a fine anno valutiamo se conviene ridurre gli acconti, quando il reddito previsto è più basso, o anticipare investimenti e spese deducibili;
- controlliamo i crediti d'imposta disponibili, IVA compresa, e li usiamo in compensazione nel modello F24 quando la legge lo consente.
Banca, Centrale dei rischi e documenti per il credito
Quando una PMI chiede un fido o un finanziamento, la banca guarda tre cose: il bilancio, l'andamento dei conti e la storia creditizia dell'impresa. Quest'ultima passa dalla Centrale dei rischi della Banca d'Italia, dove gli intermediari segnalano i crediti verso ciascun cliente pari o superiori a 30.000 euro e le sofferenze a partire da 250 euro.
L'impresa può consultare gratuitamente la propria posizione e chiedere la correzione degli errori. Prima di una richiesta di credito importante conviene farlo: una segnalazione sbagliata o un ritardo dimenticato possono far rifiutare la pratica.
Con i nostri clienti prepariamo il fascicolo per la banca:
- ultimi due bilanci e una situazione contabile aggiornata;
- rendiconto finanziario e prospetto dei flussi di cassa dei mesi successivi;
- piano degli investimenti, con preventivi e agevolazioni collegate;
- verifica della posizione in Centrale dei rischi e dei debiti fiscali e contributivi.
Se l'investimento riguarda macchinari e impianti, valutiamo insieme la Nuova Sabatini e la garanzia del Fondo di garanzia PMI, che possono rendere il finanziamento più facile da ottenere.
Gli errori fiscali che costano di più alle piccole imprese
Nelle imprese che arrivano da noi troviamo spesso gli stessi problemi. Nessuno è grave se si scopre in tempo, tutti costano se si scoprono durante un controllo:
- Crediti IVA compensati senza visto. Per usare in compensazione nel modello F24 più di 5.000 euro all'anno di credito IVA serve il visto di conformità sulla dichiarazione, e la compensazione si fa solo dal decimo giorno dopo la presentazione. Senza visto, la compensazione non è valida.
- Spese pagate in contanti o dal conto personale. Rendono difficile dimostrare il costo e, per alcune spese, ne fanno perdere la deducibilità.
- Auto e telefoni senza criterio. Hanno limiti di deducibilità e detraibilità IVA specifici: registrarli come un costo qualsiasi porta a recuperi e sanzioni.
- Magazzino non inventariato. Le rimanenze cambiano il reddito: senza un inventario a fine anno il bilancio non è attendibile.
- Debiti con il fisco lasciati correre. Avvisi e cartelle si possono spesso rateizzare: ignorarli fa crescere sanzioni e interessi e blocca il DURC.
Al primo incontro facciamo un controllo di questi punti sull'ultimo anno, gratuitamente.
Quando un'impresa è PMI: la definizione europea
Molte agevolazioni cambiano percentuale in base alla dimensione: il credito ZES unica, ad esempio, ha intensità diverse per piccole, medie e grandi imprese. La dimensione si misura con la raccomandazione europea 2003/361/CE:
| Categoria | Dipendenti | Fatturato oppure totale di bilancio |
|---|---|---|
| Micro impresa | meno di 10 | fino a 2 milioni di euro |
| Piccola impresa | meno di 50 | fino a 10 milioni di euro |
| Media impresa | meno di 250 | fatturato fino a 50 milioni oppure bilancio fino a 43 milioni |
Nel calcolo contano anche le imprese collegate e associate: una piccola SRL controllata da un gruppo può non essere PMI. Lo verifichiamo prima di ogni domanda di agevolazione.
Le imprese che seguiamo per settore
Ogni settore ha regole proprie: aliquote IVA, reverse charge, contributi, autorizzazioni, agevolazioni. Per i settori che seguiamo più spesso abbiamo pagine dedicate: imprese edili, impiantisti, serramenti e infissi, autotrasporto merci, ristoranti, hotel e alberghi, cliniche e case di cura, RSA, studi odontoiatrici e farmacie.
Tutti i settori sono nella pagina commercialista per settore.
Come iniziamo
- Consulenza gratuita. Ci racconti l'attività, la forma giuridica, i numeri principali e cosa non funziona con la gestione attuale.
- Analisi dei documenti. Leggiamo l'ultimo bilancio o l'ultima dichiarazione, la posizione IVA e gli eventuali debiti con il fisco, poi ti proponiamo per iscritto servizi e compenso.
- Passaggio dal vecchio studio. Ci occupiamo noi di chiedere scritture, registri e deleghe, senza interrompere le scadenze.
- Lavoro durante l'anno. Carichi i documenti nell'area riservata, ricevi scadenze e situazioni periodiche, parli con il tuo commercialista quando serve.
Domande frequenti su PMI e piccole imprese
Seguite imprese fuori dalla provincia di Avellino?
Sì. Lo studio è ad Avellino, in Via Terminio 10, ma lavoriamo con imprese in tutta Italia tramite area riservata, firma digitale e videoconsulenza.
Una piccola impresa individuale deve avere la contabilità ordinaria?
No, se i ricavi dell'anno precedente sono sotto le soglie dell'art. 18 del DPR 600/1973: 500.000 euro per i servizi, 800.000 euro per le altre attività. Può comunque sceglierla.
Che differenza c'è tra contabilità semplificata e ordinaria?
La semplificata usa registri IVA o un registro di incassi e pagamenti e calcola il reddito in base a quanto incassato e pagato. L'ordinaria usa la partita doppia, il libro giornale e il bilancio con stato patrimoniale e conto economico.
Le SNC e le SAS possono tenere la contabilità semplificata?
Sì, le società di persone possono restare in semplificata entro le soglie di ricavi. Le società di capitali, come SRL e SPA, tengono sempre l'ordinaria.
Mi aiutate a ottenere un finanziamento?
Prepariamo i documenti che la banca chiede e verifichiamo se l'operazione può avere la garanzia del Fondo di garanzia PMI o il contributo Nuova Sabatini. La decisione sul credito resta della banca.
Cosa sono gli adeguati assetti?
È l'obbligo, previsto dall'art. 2086 del codice civile per chi opera in forma societaria o collettiva, di avere un'organizzazione e una contabilità adeguate alle dimensioni dell'impresa, anche per accorgersi in tempo di una crisi.
Posso sapere prima quante imposte pagherò?
Sì: a metà anno stimiamo reddito e imposte e a fine anno verifichiamo se conviene ridurre gli acconti o anticipare spese e investimenti.
Come passa la mia impresa dal vecchio commercialista a voi?
Con una delega: chiediamo noi al precedente studio scritture contabili, registri, bilanci e dichiarazioni. Il passaggio si può fare in qualsiasi mese e le scadenze in corso restano coperte.
Serve il visto di conformità per compensare il credito IVA?
Sì, se nell'anno si vogliono compensare nel modello F24 più di 5.000 euro di credito IVA. La compensazione si può fare dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione con il visto.
Quanto costa il servizio per una PMI?
Dipende dal regime contabile, dal numero di documenti e dai servizi necessari. Dopo la consulenza gratuita ti diciamo il compenso, prima di iniziare.
Parliamo della tua impresa
Prima consulenza gratuita, in studio ad Avellino o in videochiamata. Portaci l'ultimo bilancio o l'ultima dichiarazione: ti diciamo cosa si può migliorare.
